Parigi val bene una mostra!

Gli appuntamenti da non perdere all’ombra della Tour Eiffel

Aprile, mese frizzante che profuma di primavera, è il periodo ideale per trascorrere qualche giorno a Parigi.

Perché quindi non approfittarne per unire alle passeggiate tra i boulevards e le piazze ricche di storia e di architettura la visita di qualche mostra o museo, magari al di fuori di quelli conosciuti ai più?

Sono tante le mostre in agenda nella Ville Lumière e ne abbiamo selezionate per voi alcune ricche di charme. Trattandosi di Parigi abbiamo individuato due temi, il fashion e la fotografia, che da sempre permeano la cultura della capitale francese.

Chi ama la moda non può perdere Thierry Mugler, couturissime che si tiene al Musée des Arts Décoratifs sino al 24 aprile. Organizzata dal Musée des beaux-arts di Montréal, l’esposizione itinerante, che si è già tenuta in Canada, nei Paesi Bassi e in Germania, racconta il genio creativo dello stilista francese attraverso 150 tra abiti, bozzetti, accessori, costumi teatrali, video e le magnifiche immagini di Helmut Newton, David LaChapelle e Guy Bourdin.

Dagli esordi nel 1992 e per tutta la sua carriera il couturier fu un vero sperimentatore e fu il primo a portare nella moda materiali come il metallo e la gomma. In esposizione al MAD anche l’abito da robot che Mugler realizzò in sei mesi nel 1995 e quello da chimera del 1997 che richiese un anno di lavorazione.

https://madparis.fr/couturissime

 

Il Museo della Moda ospita invece fino al 26 giugno Une histoire de la mode. Collectionner, exposer au Palais Galliera, una mostra che ripercorre le tappe principali di questo celebre luogo attraverso le sue collezioni che partono dal Settecento e arrivano ai giorni nostri.

In esposizione quasi 350 pezzi suddivisi in ordine cronologico e tematico: abiti, accessori e fotografie che testimoniano e confermano Palais Galliera come uno dei più autorevoli poli espositivi del fashion in Europa. Dagli abiti da cocktail degli anni Cinquanta al minimalismo giapponese degli anni Ottanta passando per le stampe dell’Ottocento, le opere raccontano anche come nasce un vestito e come viene conservato nel tempo.

https://www.palaisgalliera.paris.fr/fr/expositions/une-histoire-de-la-mode-collectionner-exposer-au-palais-galliera

 

Per gli appassionati delle scarpe da ginnastica segnaliamo infine l’esposizione che si tiene al Musée de l’Homme fino al 25 luglio: Sneakers, les baskets entrent au Musée. Originale e interessante, ripercorre la storia culturale e sociale di questo accessorio iconico che deve il suo nome al verbo to sneak (sgattaiolare, intrufolarsi) per via della suola in caucciù che lo rende silenzioso.

Utilizzata in primis dagli sportivi e successivamente simbolo di una contro-cultura ribelle, negli anni la scarpa da ginnastica è diventata un accessorio fondamentale nella vita di tutti ed oggi più che mai è un vero must have. Oltre alle 70 paia di scarpe sono esposti manifesti, documenti d’archivio e audiovideo. Per una full immersion nel mondo delle sneakers.

https://www.museedelhomme.fr/fr/programme/expositions-galerie-lhomme/sneakers-baskets-entrent-musee-4287

 

 

Se invece amate le mostre fotografiche… et voilà! Al Centre Pompidou fino al 18 aprile c’è Gaston Paris, reporter. La photographie en spectacle che racconta il celebre fotoreporter francese (1905-1964) che lavorò per importanti magazine nazionali ed internazionali.

Eclettico e grande osservatore della società nella quale viveva, il fotografo ci ha regalato uno spaccato di vita degli Anni ’30 attraverso le immagini e le riviste con le quali collaborava. Da non perdere!

https://www.centrepompidou.fr/fr/programme/expositions-musee

 

Al Musée Maillol, invece, fino al 29 maggio potete ammirare la retrospettiva più completa mai dedicata a Steve McCurry, uno dei Maestri della fotografia contemporanea. Le monde de Steve McCurry si compone di oltre 150 foto di grande formato e include anche scatti inediti.

Quello in esposizione è un racconto dei suoi 40 anni di carriera, ma anche il simbolo di un’interpretazione personale del mondo attraverso le immagini che ha scattato nei diversi paesi: dall’Afghanistan all’India, dal Sud Est Asiatico all’Africa, da Cuba agli Stati Uniti, dal Brasile all’Italia.

https://www.museemaillol.com

 

Segnaliamo anche Le fil de la mémoire et autres photographies ovvero la personale che il Musée du quai Branly dedica a Dinh Q. Lê celebre per le sue opere realizzate a partire dal 1990 utilizzando varie tecniche inclusa la fotografia.

Sebbene non sia un fotografo, l’artista multimediale vietnamita utilizza l’immagine come strumento e crea installazioni unendo alle foto un lavoro di tessitura ispirata ad una tradizionale tecnica appresa durante l’infanzia da sua zia che tesseva tappeti.

Fino al 20 novembre è possibile ammirare le sue installazioni che raccontano il Vietnam, la Cambogia e la cronaca più recente incluse le tragedie dei migranti nel Mediterraneo.

https://www.quaibranly.fr/fr/expositions-evenements/au-musee/expositions/details-de-levenement/e/dinh-q-le-39279/

Ultima, ma non meno interessante, Hip-Hop 360: un mix di immagini, abiti, video, oggetti da collezione appartenuti agli esponenti del genere, musica rap e tutto quanto concorre a ricreare l’atmosfera e le suggestioni di questa cultura in continua evoluzione che dal suo nascere ad oggi permea la società da ormai 40 anni. Quanto esposto alla Philarmonie de Paris fino al 24 luglio rappresenta un viaggio nel mondo dell’Hip Hop realizzato grazie anche alla collaborazione degli stessi artisti.

Un viaggio che si può definire immersivo per via di un ampio spazio circolare che permette al visitatore di trovarsi al centro di un universo composto da breakers, DJ, rappers e non solo.

Direttamente dai ghetti neri di New York l’hip hop arrivò in Francia negli anni ’80 e venne contaminato dallo stile di vita locale diventando un protagonista del tempo, ma anche una tendenza che in qualche modo caratterizza la scena culturale contemporanea.

https://philharmoniedeparis.fr/fr/activite/exposition/23375-hip-hop-360

Se volete iniziare a fare pratica col francese leggete anche l’articolo in lingua sulla Community Assimil (riservato agli iscritti).
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RECENSIONI

Giulia Zangerle

Ritengo che sia il miglior corso di lingue per autodidatti sul mercato. Il mio livello C1, raggiunto con l’inglese e il francese, senza dubbio alcuno deve molto ai corsi base e di perfezionamento! Grazie mille, per il servizio e la sempre cortese professionalità offerta

l.castrogiovanni@campus.unimib.it

Ho ormai finito da qualche giorno il metodo di greco moderno che proponete in catalogo. Ho seguito il corso nella sua interezza, compreso di supporto audio che ho potuto facilmente trasferire sul mio cellulare in modo tale da avere sempre a portata di mano le lezioni. Devo dire di avere ottenuto notevoli risultati in poco tempo: tutti i miei amici greci sono rimasti stupiti, mentre quelli che non mi conoscevano mi hanno scambiato addirittura per un greco inizialmente. Per questo vi ringrazio di cuore del lavoro svolto su questo manuale, che consiglio vivamente a tutti i miei amici!

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