Paese che vai usanza che trovi, anche a Capodanno

Come si aspetta il nuovo anno in giro per il mondo e come ci si scambiano gli auguri? Ecco qualche curiosità

Il 2017 è ormai alle porte e presto saluteremo il 2016 carichi di meravigliose aspettative per l’anno che verrà. Qualunque sia stata per ognuno di noi la percezione dei dodici mesi appena trascorsi, è normale e sempre bello vivere questo passaggio come un nuovo inizio. Dunque, è il momento di concentrarsi sui buoni propositi, sui nuovi progetti e su quelli incompiuti, ma non prima di aver dato spazio ai festeggiamenti e ai brindisi di buon auspicio.

Nel mondo i modi di festeggiare sono ovviamente tantissimi e diversi, ma noi abbiamo osservato almeno due costanti…

In Spagna: i dodici acini d’uva a Puerta del Sol

Una delle tradizioni popolari più seguite dagli spagnoli ha luogo proprio nella nochevieja, la notte del 31 Dicembre. L’usanza vuole che si lasci l’anno vecchio e si accolga quello nuovo mangiando dodici acini d’uva al ritmo dei dodici rintocchi di campana scanditi dall’orologio in cima alla “Puerta del Sol” di Madrid.

Chi riesce a inghiottire in tempo tutti e dodici gli acini avrà un anno pieno di fortuna e prosperità. L’evento, che richiama in piazza migliaia di persone, è trasmesso in diretta da tutti i media del Paese.

Ma qual è l’origine di questa tradizione? Diverse le storie che si tramandano. Una di queste racconta che, nel 1909, l’eccesso d’uva raccolto durante la vendemmia obbligò l’industria viticola a trovare una soluzione per lo smaltimento. L’uva venne così distribuita alla popolazione e, da allora, per augurare una raccolta proficua per l’anno successivo, cominciò per tradizione ad essere consumata l’ultimo giorno dell’anno, insieme a del buon vino.

Per augurarsi un buon anno in Puerta del Sol basta dire: Feliz Año Nuevo. Per ulteriori approfondimenti date un’occhiata al nostro corso!

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Fonte immagine: www.abc.es

In Grecia: festeggiamo San Silvestro? No, San Basilio

La religione più praticata in Grecia è quella cristiana ortodossa e il Capodanno (o Protochroniá /Πρωτοχρονιά) si festeggia a metà dei dódeka iméres/ δώδεκα ημέρες, i dodici giorni del Natale, che cominciano il venticinque dicembre e terminano il sei gennaio con la Teofània/Θεοφάνεια, “l’apparizione di Dio”. In Grecia non è tradizione addobbare l’albero di Natale né ricevere i regali da Babbo Natale, vengono invece addobbate delle barche a vela di legno e per ricevere i doni i bambini devono aspettare proprio fino al primo gennaio: sarà San Basilio a portarglieli.

Il primo giorno dell’anno è particolarmente ricco di tradizioni tutte legate alla buona sorte, alla salute e alla prosperità. Il pranzo del primo giorno dell’anno si conclude con la Vasilópita/Βασιλόπιτα, letteralmente la torta o il pane di Basilio: è una torta tradizionalmente decorata con il numero del nuovo anno scritto con mandorle, noci oppure glassa e al cui interno viene nascosta una moneta. Il membro più anziano della famiglia taglia la torta e ne distribuisce una fetta a tutti, chi trova la moneta nella propria fetta avrà tanta fortuna (si spera non debba però ricorrere al dentista…).

Καλή χρονιά (Kali chronia) a tutti! Per tutte le curiosità del caso vi proponiamo il nostro corso di greco.

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Nel Regno Unito: il “toast” di Capodanno!

Il Regno Unito oggi festeggia il Capodanno il primo giorno di gennaio, ma prima dell’applicazione del Chesterfield’s Act nel 1752, l’avvento del nuovo anno era celebrato il giorno di Natale.

La tradizione più comune è quella di organizzare feste in casa o in discoteche e pub per attendere la mezzanotte del nuovo anno con parenti e amici. Tradizione vuole che allo scoccare della mezzanotte del Big Ben tutti i partecipanti alla festa intonino una canzone intitolata “Auld Lang Syne“, nota in Italia come Valzer delle candele, e poi via baci e abbracci per festeggiare l’evento. Le celebrazioni continuano con il classico brindisi che i britannici chiamano “toast”.

Happy New Year è la stranota espressione con la quale potrete augurare un felice anno nuovo in inglese!

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In Russia: due volte Natale, due volte Capodanno

Le festività di fine anno in Russia sono molto “articolate”. Si festeggia prima il Natale cattolico, poi il Capodanno tra il trentuno dicembre e il primo gennaio. Arriva poi il Natale ortodosso (il sette di gennaio), segue infine il vecchio Capodanno, nella notte tra il tredici e il quattordici di gennaio.

L’usanza di celebrare il Capodanno a metà gennaio risale al vecchio calendario giuliano, in vigore nella Russia prerivoluzionaria e, ancora oggi, ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa cristiana ortodossa. Le festività cattoliche, legate al calendario gregoriano, furono invece introdotte dallo Zar Pietro “il Grande”, desideroso di dare seguito anche in Russia alle tradizioni religiose europee.

Ai tempi dello Zar Pietro “il Grande” la festa di Capodanno si svolgeva a San Pietroburgo, allora la capitale della Russia. Ancora oggi trascorrere il Capodanno in questa storica città significa trovarsi in un’atmosfera da fiaba, girovagare per le vie innevate, ammirare i fantastici addobbi natalizi e i palazzi illuminati. Tanti i mercatini tipici dove è possibile acquistare oggetti d’artigianato locale come i famosi colbacchi di pelliccia, i guanti e le calze di lana, fino alle prelibatezze culinarie e le tipiche bevande calde. Per i più dinamici, è anche possibile fare un giro sulla famosa slitta da neve, la troika russa.

Nelle piazze sentirete spesso dire C Hовым годом! (S Nóvym gódom), per tutto il resto provate il nostro corso.

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Fonte immagine: 02varvara.wordpress.com

In Brasile: si festeggia col salto dell’onda!

In Brasile a Capodanno la tradizione vuole che chiunque si trovi in spiaggia allo scoccare della mezzanotte, salti, una dietro l’altra, sette onde sul bagnasciuga. Un’abitudine che affonda le proprie radici nelle tradizioni africane, importate in Brasile dagli schiavi secoli or sono.

Il colore dell’ultimo dell’anno è il bianco, simbolo di pace e di armonia, ed è questo il colore che in tanti decidono di indossare per questa speciale serata. Alcuni scelgono invece il colore simbolo di ciò che desiderano nell’anno nuovo: il rosso per forza e passione, il giallo per denaro e prosperità, l’arancio per il successo, il blu per armonia e tranquillità, il verde, infine, per speranza, salute ed equilibrio.

A chi desideri un anno nuovo con più soldi in tasca è consigliato succhiare sette semi di melograno prima dello scoccare della mezzanotte. D’obbligo avvolgerli poi in un pezzo di carta da tenere nel portafoglio. Risultato garantito!

Il piatto tipico del cenone di Capodanno? Chester, il super pollo, anche se in alcune regioni si usa il couscous e nelle località costiere piatti di pesce.

Feliz Ano Novo è l’augurio che sentirete in strada il primo dell’anno. Per imparare a conoscere meglio la cultura di questo popolo, provate il nostro Portoghese Brasiliano Senza Sforzo!

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In Giappone: tra templi e rintocchi simbolici

In Giappone la vigilia di Capodanno è detta Ōmisoka (大晦日) e l’anno nuovo inizia il 1° gennaio. La tradizione segue infatti dal 1873 il calendario gregoriano.

I riti e le tradizioni dell’ultimo dell’anno in questo Paese sono davvero affascinanti. Ogni 31 dicembre a mezzanotte nei templi buddhisti di tutto il Giappone si celebra il Joya no kane (除夜の鐘). Le campane suonano 108 rintocchi a simboleggiare i 108 peccati originali della fede buddista. Il suono delle campane perdona a chi lo ascolta tutti i peccati dell’anno appena trascorso, come una specie di assoluzione. Terminata la cerimonia, la tradizione prevede di gustare un bel piatto di soba.

L’Hatsumōde (初詣) è la prima visita dell’anno ai santuari e ai templi buddhisti e shintoisti. Si fa subito dopo la mezzanotte e nei 3 giorni successivi. Per l’occasione i più tradizionalisti non mancano di uscire indossando il classico kimono. L’importante però è recarsi in questi luoghi sacri con gli amuleti omamori (お守り) ed esprimere i propri desideri per il nuovo anno, sorseggiando un caldo sake.

La mattina del 1° gennaio secondo tradizione i giapponesi bevono una particolare varietà di tè verde, noto come fukucha, con tanto di prugna agrodolce chiamata umeboshi.

Per augurare un buon anno nuovo in giapponese il modo migliore è: 明けましておめでとうございます (akemashite omedetō gozaimasu). Per conoscere meglio questa lontana cultura vi proponiamo il nostro corso.

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Ci siamo divertiti a esplorare tradizioni centenarie e diversissime e, per chi vorrà seguirci ancora, è questo quello che continueremo a fare anche nei prossimi nostri articoli. Tra le mille usanze ce ne sono però un paio che ci sembrano per tutti dei grandi classici: un allegro brindisi con gli amici e l’augurio che l’anno a venire sia migliore di quello passato!

Siete pronti? Buon anno a tutti!

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RECENSIONI

Giulia Zangerle

Ritengo che sia il miglior corso di lingue per autodidatti sul mercato. Il mio livello C1, raggiunto con l’inglese e il francese, senza dubbio alcuno deve molto ai corsi base e di perfezionamento! Grazie mille, per il servizio e la sempre cortese professionalità offerta

l.castrogiovanni@campus.unimib.it

Ho ormai finito da qualche giorno il metodo di greco moderno che proponete in catalogo. Ho seguito il corso nella sua interezza, compreso di supporto audio che ho potuto facilmente trasferire sul mio cellulare in modo tale da avere sempre a portata di mano le lezioni. Devo dire di avere ottenuto notevoli risultati in poco tempo: tutti i miei amici greci sono rimasti stupiti, mentre quelli che non mi conoscevano mi hanno scambiato addirittura per un greco inizialmente. Per questo vi ringrazio di cuore del lavoro svolto su questo manuale, che consiglio vivamente a tutti i miei amici!

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