Una lingua per la bella stagione: il nuovo corso di neogreco

Il greco moderno ci parla della lingua antica e delle bellezze storiche e naturali della penisola ellenica…

L’estate 2020 è appena iniziata. Sarà un’estate anomala, inevitabilmente segnata dagli strascichi post pandemia, ma in cui ognuno di noi nel suo piccolo sta progettando il proprio periodo di svago e riposo dopo mesi di chiusura e isolamento. Questo mese di luglio è allora l’ideale per proporvi la nostra nuova edizione di un corso che vi permetterà di apprendere una lingua che vi porterà a scoprire nel profondo una delle mete più amate delle nostre estati: stiamo parlando della Grecia e del nuovo corso Assimil per il greco moderno.

Ci sarà tra di voi chi ha già una certa familiarità con questa lingua per aver appreso il greco classico ai tempi della scuola, chi riconosce solo alcune lettere dell’alfabeto per averle imparate dalle più note formule fisiche e matematiche e chi invece conosce solo poche parole per averle imparate in vacanza. Ad ogni modo, il corso che vi presentiamo è uno strumento valido per chiunque voglia avvicinarsi al suo apprendimento.

Come sempre, per introdurvi meglio al testo e al suo contenuto, condividiamo un’intervista alla curatrice e adattatrice, Francesca Melle, che ci prepara e ci aiuta ad andare a fondo nelle caratteristiche di questa lingua e di questa cultura.

Francesca, chi parla oggi il greco moderno e in quali luoghi del mondo accade?

Il greco moderno è lingua ufficiale della Repubblica ellenica e dello stato di Cipro, in questo caso co-ufficiale insieme al turco. È parlato nel mondo da 13 milioni di persone, includendo le minoranze in Albania, Italia, Turchia e della diaspora greca che si è formata un po’ ovunque con varie ondate migratorie.

Interpretiamo la curiosità dei nostri lettori chiedendole subito quanta affinità c’è tra la lingua moderna e quella classica, da cui deriva.

L’affinità è evidente, ma rispetto alla sua antica madre, il greco moderno, conosciuto anche come neogreco o neoellenico, è una lingua che si è evoluta perdendo non poche delle caratteristiche più ostiche dell’idioma classico. In verità ha percorso la stessa strada che fanno tutte le lingue quando derivano da una più antica: si modificano in molti aspetti, sia morfologici che sintattici, e sempre in direzione di una semplificazione. L’italiano moderno è nato da un percorso simile, non solo nella sua derivazione dal latino, ma anche rispetto all’italiano di Dante o alla lingua che in Italia si usava nell’Ottocento.

Chi conosce il greco antico per trascorsi scolastici e ha voglia ora di avvicinarsi alla lingua moderna sarà felice di sapere che questa nuova avventura sarà un po’ più in discesa, meno complessa di quella affrontata sui banchi di scuola. Ciò non toglie che sarà comunque necessario un certo impegno: mi riferisco, per esempio, alla necessità di familiarizzare da subito con l’aspetto verbale, elemento già presente in antico che ci mette di fronte a radici diverse utilizzate per la formazione di tempi e modi di uno stesso verbo. Questa è una caratteristica che il greco condivide con le lingue slave.

Tutto sommato, però, nel passaggio dall’antico al moderno questa lingua ha seguito un percorso di forte continuità, senza il cambiamento marcato che separa il latino dall’italiano.

Come si spiega storicamente questa differenza di percorso?

Il latino era la lingua dell’Impero romano e, come tale, era costantemente in contatto con le lingue che si parlavano all’interno di un territorio molto ampio. Quando l’Impero è caduto, ma il fenomeno era ovviamente già in atto, gradualmente latino e lingue del luogo si sono mescolate, portando alla nascita delle diverse lingue nazionali.

Anche il greco antico fu parlato in vaste aree del bacino del Mediterraneo e in tutto il mondo ellenistico, nella forma chiamata koiné (κοινή, comune) che già era un’evoluzione dell’idioma più classico, ma non diede origine a lingue successive, tant’è vero che il greco forma gruppo a sé all’interno della grande famiglia indoeuropea. Nella penisola ellenica, il greco ha continuato ad evolversi grazie alla commistione con i suoi numerosi dialetti permettendo però la coesistenza di più livelli, da quello arcaizzante a quello rispecchiante il parlato popolare.

Alla luce di questo, come si è passati allora dalla lingua classica a quella moderna?

La storia della lingua greca è materia complessa e varie fasi si sono succedute. Semplificando molto, basti dire che un’annosa “questione della lingua” ha tenuto banco in Grecia fra Ottocento e Novecento.  Ottenuta nel 1830 l’indipendenza dopo la guerra contro l’Impero ottomano, intellettuali e politici furono impegnati in aspre dispute per decidere quale variante dovesse essere adottata come lingua ufficiale del nuovo Stato ellenico: fino agli anni Settanta del secolo scorso, la lingua ufficiale è stata il un greco arcaizzante, di impronta classica, denominato katharevousa (καθαρεύουσα), letteralmente lingua “purificata”. È tuttora la lingua dei documenti della Chiesa ortodossa greca (un po’ come il latino per il Vaticano), Era caratterizzata dal sistema di accentazione politonico, con accenti e spiriti derivanti dal greco classico e conservativa anche dal punto di vista lessicale.

A livello di comunicazione orale invece si parlava il greco demotico (dhimotikì, δημοτική, lett. lingua “popolare”), il greco moderno che conosciamo oggi e che conquista lo status di ufficialità solo nel 1976. È la variante di neogreco che più si discosta dalla lingua antica e che adotta il sistema di accentazione monotonico, estremamente semplificato: l’unico accento utilizzato è quello acuto, sempre segnato sulle parole di più di una sillaba per non generare alcun dubbio di pronuncia.

Dal 1976 in poi il demotico è la lingua dei media, delle canzoni, dell’arte e della letteratura moderna, conoscerlo permette di aprire una finestra sulla grande ricchezza della vita culturale greca contemporanea. A volte la conoscenza del solo demotico potrebbe non essere sufficiente per comprendere la letteratura anteriore al ‘76, ma niente paura: il nuovo corso Assimil contiene alcuni esempi di termini ed espressioni in katharevousa usati ancora oggi.

È una lingua che conosce bene e quindi ama. Perché consiglierebbe ai nostri lettori di avvicinarsi oggi al greco moderno?

Per tanti motivi.

Innanzitutto, chi conosce già il greco antico avrà la possibilità di capire come questa lingua si sia evoluta nei secoli. Scoprirà poi tutta una serie di riferimenti già noti che renderanno lo studio agevole, ma anche stimolante.

Chi invece non ha nessuna conoscenza della lingua antica avrà la sua prima chiave di accesso a un mondo così vasto e ricco. Ma anche in questo caso il lettore scoprirà tutta una serie di cose molto familiari, nelle radici di varie parole fino alle lettere dell’alfabeto, il più vicino a quello latino (soprattutto nelle maiuscole) e quindi più “approcciabile” in breve tempo.

Per tutti vale il concetto che la cultura greca prima, e quella latina poi, hanno posto le basi della nostra civiltà occidentale. I romani ci hanno lasciato un’inestimabile eredità culturale nel campo del diritto, i greci nella storia del pensiero e della filosofia. Immergersi in questi studi significa andare alla scoperta delle proprie radici. In un mondo globalizzato come quello attuale è importante aprirsi alle varie culture, ma anche sapere da dove veniamo: i due aspetti si completano.

Infine, conoscere il greco moderno porta con sé un altro vantaggio non di poco conto. La Grecia – lo sappiamo tutti – è un paese incredibilmente interessante da conoscere e visitare, dove natura e ricchezze archeologiche si fondono per creare un contesto di suggestiva bellezza. Visitarlo conoscendo la lingua del posto dà la possibilità di entrare in contatto con il modo di pensare e di vivere del luogo, con le sue tradizioni e di godere al meglio di una grande ospitalità, eredità del mondo classico.

Il Teatro Greco di Taormina


Come sempre, una riflessione sulle affinità culturali. Cosa accomuna greci e italiani?

Tra greci e italiani c’è aria di casa, sono popoli fratelli. Storicamente i rapporti non sono stati sempre facili, nei secoli ci sono stati anche scontri e guerre di conquista, ma la vicinanza e l’affinità di carattere sono fuori di dubbio.

Quanto alla lingua, ai greci l’italiano piace, è parlato e conosciuto e della nostra lingua è possibile rintracciare vari prestiti – come anche dal turco, dal francese, dall’inglese e così via – che in alcuni casi rendono anche più facile per noi il suo apprendimento, grazie alla presenza di numerosi termini conosciuti, soprattutto sostantivi.

Non dimentichiamo infine l’enorme eredità culturale che i greci hanno lasciato in tutto il Sud Italia con la colonizzazione della Magna Grecia e con le successive migrazioni. Ancora oggi  in Puglia e in Calabria esistono piccole comunità che parlano idiomi neoellenici: il griko salentino e il grecanico calabrese, due realtà estremamente interessanti da valorizzare e (ri)scoprire.

Dunque, non resta che cominciare subito con i compiti per le vacanze…

Sì, è il corso ideale per unire l’utile al dilettevole! Buona lettura e buon ascolto, anzi καλό ταξίδι, buon viaggio!

VIDEO
RECENSIONI

Giulia Zangerle

Ritengo che sia il miglior corso di lingue per autodidatti sul mercato. Il mio livello C1, raggiunto con l’inglese e il francese, senza dubbio alcuno deve molto ai corsi base e di perfezionamento! Grazie mille, per il servizio e la sempre cortese professionalità offerta

l.castrogiovanni@campus.unimib.it

Ho ormai finito da qualche giorno il metodo di greco moderno che proponete in catalogo. Ho seguito il corso nella sua interezza, compreso di supporto audio che ho potuto facilmente trasferire sul mio cellulare in modo tale da avere sempre a portata di mano le lezioni. Devo dire di avere ottenuto notevoli risultati in poco tempo: tutti i miei amici greci sono rimasti stupiti, mentre quelli che non mi conoscevano mi hanno scambiato addirittura per un greco inizialmente. Per questo vi ringrazio di cuore del lavoro svolto su questo manuale, che consiglio vivamente a tutti i miei amici!

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