Alla scoperta di Groningen, la “città ciclabile”

Una prestigiosa Università e una vita culturale attiva, ma soprattutto… tantissime biciclette!

La città olandese Groningen, conosciuta in Italia come Groninga, è una delle più caratteristiche e suggestive cittadine dei Paesi Bassi.

È particolarmente rinomata la sua Università, che rientra tra le 100 migliori del mondo e che conta decine di migliaia di studenti provenienti da ogni angolo del pianeta. Per questo è considerata anche una città culturalmente e socialmente molto attiva. In patria è certamente considerata la città più importante del nord dei Paesi Bassi. Ma forse la caratteristica meno nota di Groningen, che più ci colpisce e su cui vogliamo soffermarci qui nel nostro blog, è il suo essere una “città ciclabile”.

La Groningen “in bicicletta” nasce negli anni ’70, quando l’amministrazione guidata dal giovanissimo Max van den Berg decise di mettere in atto un progetto davvero originale. Negli anni ’60 il traffico automobilistico era aumentato rapidamente e aveva iniziato a intasare profondamente anche le città olandesi. La reazione più comune fu ovunque quella di demolire i vecchi quartieri e costruire stradoni per le auto che attraversassero il centro città. Opposta fu invece l’idea del sindaco van den Berg: tenere le auto fuori dal centro e lasciare tutto lo spazio ai pedoni e ai ciclisti.

Dopo anni di battaglie politiche, l’idea del giovane sindaco visionario prevalse e fu condivisa dai suoi successori. Dunque, nonostante l’opposizione di imprese e negozianti, la struttura della città è oggi disegnata sul traffico a due ruote.

A Groningen gli spostamenti urbani si effettuano per il 60% in bicicletta: questo numero record la rende certamente una città tra le più ciclabili al mondo. La bicicletta è considerata il primo mezzo di trasporto, seguito dagli autobus e in ultimo dalle automobili. Il suo centro storico ha una viabilità interamente disegnata per gli spostamenti a piedi, in bicicletta e con il trasporto pubblico. Il traffico automobilistico urbano è stato in buona parte interdetto e comunque condizionato dalla struttura stessa della viabilità. Immaginate una città costruita ad anelli concentrici… più ci si avvicina al centro e più la viabilità per le vetture è regolata da limitazioni, fino a essere completamente vietata.

Se all’esterno di tutte le stazioni ferroviarie del mondo si trovano grandi e attrezzati parcheggi per le auto, fuori dalla stazione di Groningen cosa troviamo? Parcheggi sì, ma per le biciclette. Grandissimi e su più livelli, dove possono trovare posto oltre diecimila biciclette.

Le corsie ciclabili della città sono sempre prioritarie, mentre alle vetture autorizzate è riservato lo spazio minimo indispensabile e agli autobus la corsia principale. All’esterno del centro storico è poi presente una fitta rete di piste ciclabili separate dal traffico motorizzato. Non pure e semplici piste, ma percorsi superaccessoriati per i quali si prevede addirittura il riscaldamento di alcuni tratti in inverno per evitare scivolamenti e dove i semafori sono forniti di sensori in grado di segnalare in anticipo il diritto di precedenza dei ciclisti in caso di pioggia.

Tutti a Groningen possiedono almeno una bicicletta, dai più piccoli fino agli anziani e i parcheggi sono in ogni angolo della città, anche agli ingressi di tutti i supermercati e negozi. Sono quasi trecentomila le biciclette che circolano oggi a Groningen…

L’amministrazione comunale negli ultimi 40 anni ha investito cifre molto consistenti per rendere Groningen una città a misura di bicicletta. Inoltre, è stato attuato un piano strategico per incoraggiare i dipendenti delle aziende a non utilizzare le automobili, creando parcheggi coperti per le bici e mettendo loro a disposizione armadietti e docce (perché usare la bici, soprattutto in Olanda, significa incorrere negli inconvenienti del maltempo). Una città dalla quale prendere spunto, particolarmente attenta all’ambiente e al benessere dei suoi cittadini e del mondo intero. Pronti a visitare Groningen? Zainetto in spalla, caschetto in testa, una bella bici, uno dei nostri corsi di neerlandese… e via!

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RECENSIONI

Fabio Enrico

Sono arrivato a Parigi, senza conoscere una sola parola di Francese. Assimil Book è il miglior libro attualmente sul mercato, mi ha permesso davvero di raggiungere un livello B2, semplicemente dedicando dieci minuti al giorno. E ora inizieró quello di Tedesco!

Alessandro Zangrilli

Sono un “assimilista” di vecchia data e ancora ricordo il tempo, nemmeno troppo lontano, in cui per chi volesse imparare una lingua diversa dalle solite (inglese, francese, tedesco e spagnolo) c’era solo Assimil che a Roma trovavo alla Feltrinelli di P.zza della Repubblica. Oggi con Internet sembra tutto più accessibile ma, a mio avviso, i corsi Assimil rimangono ancora ineguagliabili…

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