5 cose che potreste non sapere su Chicago

Chicago è una meta un po’ insolita per chi visita il Nord America, ma capace di sorprendere i viaggiatori alla ricerca delle radici più autentiche della cultura americana

Chicago, the Windy City, la ventosa metropoli del Midwest degli Stati Uniti, è un luogo non così spesso inserito tra le rotte più battute negli itinerari turistici del Nord America. Tuttavia, è una meta che potrebbe sorprendere i viaggiatori più curiosi alla ricerca delle radici più autentiche della cultura americana.

Il suo nome deriva dal termine “Checagou” o “Checaguar” con il quale i Potawatomi, i nativi americani che abitavano la zona dove un giorno sarebbe sorta, indicavano le piante di porro selvatico, wild leeks, che lì crescevano rigogliose. Oggi Chicago è la terza città degli Stati Uniti, la principale dello Stato dell’Illinois, la città di Obama, dei Chicago Bulls e di Al Capone. Ma soprattutto è una metropoli intrigante con una storia tutta da scoprire e un’offerta culturale unica tra arte, architettura e musica.

Un museo a cielo aperto

L’architettura è una delle attrattive principali della città. Quando, nel 1871, un grande incendio la distrusse quasi totalmente la maggior parte dei suoi edifici, costruiti in legno, andarono in fumo. Si rese quindi necessario ricostruirla velocemente progettando edifici più sicuri, ma anche in grado di sfruttare al massimo le costose aree del Loop, il centro cittadino. Nacque così la Chicago dei grattacieli. Oggi in città è possibile ammirare i tanti edifici storici costruiti in quegli anni e negli stili più diversi: dal famoso Monadnock Building di Daniel Burnham e John Wellborn del 1891, al Cultural Center del 1893 dove è possibile ammirare delle bellissime cupole realizzate da Tiffany. La Palmer House, un hotel del 1893, fino ai più moderni Tower Willis, il grattacielo più alto della città dove è possibile visitare la balconata, detta skydeck, costruita completamente in vetro e sospesa nel vuoto. Come dimenticare poi le opere dei maestri del Movimento Moderno, Ludwig Mies van der Rohe e Frank Lloyd Wright. Non solo, Chicago è anche la città con il maggior numero di ponti mobili, oltre 45, e una linea di metropolitana, quella che serve il centro cittadino, completamente sopraelevata.

Il parco delle meraviglie

Con i suoi 25 ettari il Millennium Park unisce il Loop alla sponda del lago Michigan sulla quale la città si affaccia ed è considerato tra i giardini più grandi del mondo. Giardino sì, ma anche una vera e propria vetrina per l’architettura e l’arte. Molte infatti sono le opere provenienti da tutto il mondo che appartengono al parco o che sono state temporaneamente esposte qui. Tra tutte la più famosa è sicuramente il Cloud Gate, o più comunemente “The Bean”, la gigantesca scultura dell’artista inglese di origini turche Anish Kapoor, realizzata con 100 tonnellate di acciaio inossidabile nella quale è possibile vedere riflessa ogni cosa, anche lo skyline della città stessa. Tra gli elementi principali del parco vi è lo spettacolare Jay Pritzker Pavillion, un auditorium capace di ospitare fino a 15.000 persone, composto da tubi e lastre di acciaio inossidabile e titanio disposti in modo da creare un effetto sonoro unico. Altra opera da non perdere sono le Crown Fountains di Jaume Plensa, due pareti di vetro alte 15 metri sulle quali scorre l’acqua e si alternano immagini video delle facce di alcuni cittadini di Chicago.

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Art Institute of Chicago

Al centro del Grant Park, sulle sponde del lago Michigan, c’è l’Art Institute of Chicago, secondo museo d’arte degli Stati Uniti e tappa fondamentale della visita della città. Inaugurata nel 1893, la storica sede è stata ampliata nel 2009 con la costruzione di un’ala moderna (la Modern Wing appunto) per opera dell’architetto Renzo Piano. Al suo interno potrete ammirare tutti i principali protagonisti dell’arte mondiale, soprattutto opere dell’Ottocento, ma anche di arte classica e contemporanea. Al piano terra troverete anche una bellissima libreria, la Ryerson & Burnham, che conserva stampe rarissime, disegni, schizzi e documenti storici: da sola vale una visita.

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Città della musica

A Chicago la musica ha sempre avuto un ruolo fondamentale: è uno di quei pochi posti al mondo a poter vantare un legame con un vero e proprio genere musicale. Il blues, nato dal celebre “Delta Blues”, la musica del delta del Mississippi, proprio qui si arricchì di nuove sonorità jazz, dando vita a uno stile innovativo e unico, detto appunto Chicago Blues. Non solo blues e jazz, ma anche swing, rock e musica classica. Chicago vanta anche un ruolo di eccellenza in campo classico e lirico. La Chicago Symphony Orchestra, attualmente affidata al direttore Riccardo Muti, è una delle principali orchestre americane e mondiali. In città sono moltissimi i luoghi in cui è possibile assistere a concerti ed eventi musicali: tra i più storici The House Blues, un vero e proprio luogo di culto per gli amanti del genere, il Buddy Guy Legends e il Lyric Opera of Chicago, uno dei principali teatri lirici internazionali.

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La pizza di Chicago

Chicago è famosa per un particolare tipo di pizza, nata da un errore nella preparazione della ricetta originale. Detta anche deep dish, la pizza di Chicago, come sicuramente vi suggerisce il nome se state studiando inglese con il nostro corso, viene fatta cuocere in una teglia molto profonda. Il risultato finale è una sorta di “focaccia” dai bordi molto alti. Il luogo migliore per assaggiarla in città è la Pizzeria Uno, dove è stata infornata la prima volta nel 1943. Se volete assaggiare la versione storica sappiate che è parecchio sostanziosa, è farcita con salsiccia, salame, mozzarella, pomodoro, spinaci e funghi: difficilmente vi lascerà col languorino…

Assimil_Deep Dish Pizza

VIDEO
RECENSIONI

Fabio Enrico

Sono arrivato a Parigi, senza conoscere una sola parola di Francese. Assimil Book è il miglior libro attualmente sul mercato, mi ha permesso davvero di raggiungere un livello B2, semplicemente dedicando dieci minuti al giorno. E ora inizieró quello di Tedesco!

Alessandro Zangrilli

Sono un “assimilista” di vecchia data e ancora ricordo il tempo, nemmeno troppo lontano, in cui per chi volesse imparare una lingua diversa dalle solite (inglese, francese, tedesco e spagnolo) c’era solo Assimil che a Roma trovavo alla Feltrinelli di P.zza della Repubblica. Oggi con Internet sembra tutto più accessibile ma, a mio avviso, i corsi Assimil rimangono ancora ineguagliabili…

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