Quanto piace il russo agli italiani?

Cresce in Italia l’interesse per la lingua e la cultura russa. Un approfondimento con Elena Treu, curatrice del nostro nuovo corso di perfezionamento

In occasione della partecipazione a Tempo di Libri, la prima edizione della nuova kermesse milanese dell’editoria italiana, Assimil presenta in anteprima il nuovissimo corso di Perfezionamento del Russo. La scelta di pubblicare questo titolo nasce dal grande interesse suscitato negli ultimi anni dal corso base, il Russo Senza Sforzo, che nel 2016 si è confermato al quinto posto tra i corsi di lingue più venduti dalla casa editrice, perfettamente in linea con i dati relativi alla diffusione della lingua russa nel mondo.

Sono tanti i motivi che spingono gli italiani ad avvicinarsi a questo idioma e il principale sembra essere legato alla possibilità di ottenere maggiori opportunità lavorative, dati gli importanti scambi economici e turistici con la Russia. Tuttavia non va sottovalutato l’interesse verso il Paese stesso, la sua storia e la sua cultura che si dipana certamente attraverso una vasta letteratura, ma anche attraverso altre arti come quelle figurative e quella cinematografica: la via più efficace per riuscire ad apprezzarne la grandezza e la profondità, senza filtri, è senz’altro conoscere la lingua originale.

Con questa novità Assimil permette ai cultori della lingua russa, in particolare a chi ne ha già acquisito una competenza di base, di perfezionare e consolidare le proprie conoscenze per raggiungere da autodidatti un livello superiore, equiparabile al C1 del Quadro Europeo di Riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER).

Attraverso i dialoghi di ogni lezione, il corso affronta diversi temi peculiari della società russa contemporanea, dalla cultura (arte e letteratura) all’economia (lavoro e affari), passando per la vita quotidiana (famiglia e tradizioni) e approfondisce in modo più esauriente gli argomenti grammaticali più complessi (numerali, participi, gerundi, verbi di moto, aspetti del verbo, prefissi verbali…). Completa l’opera un lessico russo-italiano con indicazione delle coppie aspettuali e delle reggenze dei casi. Questo corso, a completamento del volume precedente, permette di parlare russo con i madrelingua in modo disinvolto e coerente rispetto alle diverse situazioni, di acquisire la logica della lingua, di comprendere meglio le espressioni idiomatiche e persino i film in lingua originale o le riviste specializzate.

Il Perfezionamento del Russo è frutto del lavoro congiunto dei due adattatori: Elena Treu, docente di lingua russa all’Università di Bergamo e presso l’Associazione Italia-Russia della stessa città, e Mario Altare, già autore dell’adattamento italiano del corso di base per questa lingua e di altre opere edite da Assimil.

Nel corso del lungo lavoro editoriale abbiamo avuto modo di confrontarci con la professoressa Treu su una serie di argomenti, che riguardano la diffusione del russo in Italia, l’incremento costante dei suoi parlanti e gli aspetti legati all’apprendimento di questa lingua.

Prof.ssa Treu, i dati generali ci rivelano che c’è molto interesse per l’apprendimento del russo in Italia. Quali sono le principali motivazioni espresse dai suoi studenti?

In effetti negli ultimi anni si è registrato un notevole incremento dell’interesse per lo studio del russo, e non solo in Italia. Le motivazioni dei nostri studenti universitari sono, ovviamente, soprattutto culturali e lavorative; quelle dei nostri studenti dell’Associazione Italia-Russia sono, invece, le più svariate: dal forte interesse culturale o semplicemente turistico a quello per scopi lavorativi o per mere ragioni affettive o finalizzato all’adozione di bambini russi.

È un dato di fatto che la lingua russa, anche se in seguito alla dissoluzione dell’URSS ha perso la posizione di supremazia di un tempo, resiste quale lingua veicolare in diversi Paesi dell’Europa centro-orientale, nelle 14 repubbliche dell’ex-URSS e nei ben 85 soggetti federali all’interno della stessa Federazione Russa, che è la nazione più vasta al mondo per estensione territoriale e soprattutto etnolinguisticamente la più diversificata.

A tutti i miei studenti cerco sempre di far comprendere da subito come l’importanza dello studio della lingua russa, al quinto posto tra le lingue più parlate del pianeta, sia da ravvisare appunto anche nel fatto che si tratta di un idioma diffuso su un territorio immenso, che si estende tra Europa e Asia per ben undici fusi orari, accogliendo al proprio interno uno straordinario mosaico di popoli di oltre 200 differenti etnie (slave, baltiche, germaniche, ugro-finniche, caucasiche, turciche, iraniche, mongoliche, manciù-tunguse, etc.), ben distinte tra loro per origine, lingua, cultura, storia, tradizioni e religione (ortodossia, cattolicesimo, islam, ebraismo, buddhismo, sciamanesimo, animismo, etc.).

Lo sterminato territorio della Federazione Russa, la nazione più estesa al mondo con una superficie di 17.075.400 km2 ed etnolinguisticamente la più diversificata

La lingua russa consente dunque, a chi ne intraprende lo studio, di accedere a uno sbalorditivo caleidoscopio etnolinguistico, multiculturale e multiconfessionale che concorre a determinare la sfaccettata identità eurasiatica dello stesso popolo russo, perennemente in bilico tra Oriente e Occidente. Con l’idioma che fu di Puškin, Dostoevskij e Tolstoj i nostri orizzonti culturali si ampliano a dismisura, proiettandoci ben al di là di ciò che si intende comunemente per lingua e cultura russa in senso stretto – già di per sé patrimonio di inestimabile valore (letteratura, arte, musica, danza…) che tanta influenza ha esercitato sull’Occidente, specie a partire dall’Ottocento. Chi intraprende lo studio del russo, supportato dalla consapevolezza di questo incommensurabile arricchimento interiore, lo fa con grande entusiasmo, passione, curiosità e spirito di sfida.

Aleksandr Sergeevič Puškin (1799-1837), considerato il più grande poeta russo, fondatore della lingua letteraria russa moderna

Il russo, oltre a essere una lingua di enorme portata culturale in senso lato, si dà, però, anche quale lingua privilegiata di accesso a un mercato dalle grandi potenzialità di sviluppo. In particolare, nonostante le sanzioni inferte dall’UE alla Russia negli ultimissimi anni, l’Italia resta tuttora un suo partner privilegiato e di fatto la cooperazione a livello istituzionale tra i due Paesi si mantiene, per molti versi, ancora proficua. Si vedano, ad esempio, gli accordi economici tra Italia e Russia siglati a giugno dello scorso anno al Forum economico di San Pietroburgo e che perseguono un modello di investimento del tutto nuovo, prevedendo la localizzazione di industrie italiane in Russia, all’insegna della formula made with Italy che, a detta degli esperti, promette di essere già a breve termine reciprocamente molto vantaggiosa. Di qui le motivazioni, che negli ultimi anni tendono a prevalere sulle altre, dell’apprendimento della lingua russa per scopi professionali. La conoscenza del russo è in effetti sempre più richiesta, oltre che per interpreti e traduttori, anche per mediatori interculturali, diplomatici, giuristi, imprenditori, operatori economici o del settore turistico-alberghiero e della ristorazione. Notevole è, inoltre, l’incremento della mobilità verso l’Italia dai Paesi dell’ex-URSS e dalla Russia per scopi sia lavorativi sia turistici sia per studio. Le opportunità di lavoro o di semplice scambio comunicativo con russi e russofoni in vari settori, dunque, non mancano.

Da ultimo non va sottovalutato il fatto che anche per la lingua russa c’è ormai la possibilità di conseguire la certificazione internazionale TORFL (Test of Russian as Foreign Language), omologata alla certificazione prevista per le altre lingue europee dal QCER. Anche per il russo è dunque possibile certificare il livello di competenza generale o di competenza professionale delle proprie abilità linguistico-comunicative, sia per scopi di studio (ai fini, ad esempio, del riconoscimento dei crediti universitari) sia, e soprattutto, per scopi lavorativi. Per informazioni in dettaglio si può consultare il sito dell’Università degli Studi di Bergamo, prima sede TORFL in Italia dal 2000.

Rispetto ad altri idiomi, che tipo di difficoltà devono affrontare i madrelingua italiani nell’apprendimento di questa lingua?

Va innanzitutto specificato che la lingua russa, appartenente al ramo delle lingue slave orientali, è pur sempre una lingua indoeuropea, come lo sono l’italiano e le lingue europee comunemente note, e quindi non è poi di così ostico apprendimento, come potrebbe sembrare di primo acchito, lasciandosi intimorire già solo dall’alfabeto differente dal nostro.

I Santi Cirillo e Metodio (IX sec.), evangelizzatori delle genti slave e patroni d’Europa, inventori del primo alfabeto slavo

Innanzitutto il cirillico si basa fondamentalmente su lettere latine e greche (quest’ultime facilmente riconoscibili, anche per chi non ha studiato greco, grazie all’affiorare nel ricordo di formule scientifiche che tutti noi abbiamo imparato sui banchi di scuola – si veda, ad esempio, la lettera п, il “pi greco” appunto). Inoltre, la pronuncia del russo per un italiano non presenta particolari difficoltà: entrambe le lingue condividono molti fonemi distintivi identici o simili o comunque, anche se differenti, facilmente riproducibili. Per quanto riguarda le strutture morfologiche e sintattiche della lingua russa, anche queste non devono suscitare particolare allarmismo. Se da un lato, infatti, il russo presenta i casi (non paragonabili comunque alla complessità dei casi, ad esempio, in latino) e la categoria grammaticale dell’aspetto verbale “imperfettivo” vs ”perfettivo” (in parte simile alla contrapposizione in inglese tra forma verbale “progressive” e “perfect”) dall’altro, però, non presenta gli articoli (né determinativi né indeterminativi) e soprattutto ha un sistema verbale di tempi e modi decisamente meno articolato del nostro e molto più semplice nell’uso. Anche la memorizzazione dei vocaboli non costituisce un ostacolo insormontabile: nelle parole russe si riconoscono, infatti, molte radici riconducibili a quelle delle lingue europee più comunemente note (avtobus, autobus; televizor, televisione; moloko, latte; kot, gatto; teatr, teatro; pal’to, cappotto, etc.).

Ciò che sbalordisce del russo è soprattutto la grande ricchezza lessicale con cui lo studente si misura da subito, sin da quando deve apprendere, ad esempio, i diversi verbi russi corrispondenti al nostro unico verbo “studiare” o al nostro unico verbo “sposarsi” oppure quando si scontra con il complesso sistema dei verbi di moto o l’altrettanto complesso sistema dei verbi derivati prefissati (in parte paragonabile al sistema dei phrasal verbs in inglese). Il russo è, insomma, pur nella sua complessità, una lingua “fattibile”, che dà certa soddisfazione immediata e incoraggia ad andare avanti con sempre maggiore entusiasmo e soddisfazione, che non tarda ad arrivare purché si garantiscano, ovviamente, costanza e impegno!

Qual è il suo consiglio per coloro che si apprestano a studiare questa lingua e qual è invece quello per chi desidera raggiungere un livello di conoscenza superiore?

A coloro che si accostano per la prima volta allo studio del russo raccomando di avere o crearsi innanzitutto una forte motivazione, che può essere culturale, lavorativa o, perché no, affettiva… È fondamentale prefissarsi degli obbiettivi semplici, e via via più complessi, ma sempre, per ogni tappa, realisticamente raggiungibili e gratificanti, che possano fungere da solido trampolino di lancio per quelli successivi. È necessario essere da subito molto costanti, non “perdere il ritmo” e non scoraggiarsi mai, cercando, di fronte a fenomeni linguistici “strani” rispetto all’italiano, di individuare “rassicuranti” analogie (e, ve lo assicuro, non sono poche!) con altre lingue già note.

Specialmente nella fase iniziale dell’apprendimento è, inoltre, opportuno avere un approccio ludico allo studio della lingua. Le risorse liberamente fruibili in Internet offrono diversi validi strumenti al riguardo: da canzoncine e filastrocche per imparare in russo i numeri, i giorni della settimana o i mesi, ai cartoni animati con sottotitoli di Maša i Medved’ (Masha e Orso) o alla fortunata serie di sketch comici Eralaš che ha per protagonisti dei bambini o, per i più esperti, i divertenti episodi della serie Studenty (Studenti).

Una volta ben consolidato il livello B1, per un proficuo salto di qualità, è bene iniziare a misurarsi anche con produzioni linguistiche per nativi, non adattate. Risulta dunque di grande utilità l’ascolto e la visione con costanza di programmi televisivi, film, documentari, cartoni animati, canzoni, notiziari in lingua, liberamente fruibili in Internet – alcuni presentano la trascrizione del testo in russo, altri riportano sottotitoli in italiano o in altre lingue straniere. Molti sono, infine, i materiali didattici audio e video, a partire dal livello A1, elaborati specificamente per l’apprendimento del russo come L2 da staff di docenti di chiara fama e reperibili ai siti delle Università russe più prestigiose (MGU, RUDN, SPBU, Istituto “Puškin”). C’è solo l’imbarazzo della scelta…

La ricezione passiva di materiali audio e video aiuta molto la comprensione, ma per l’uso attivo della lingua è poi necessario mettere in pratica il più possibile quanto si è appreso calandosi in situazioni concrete. La cosa migliore, se il luogo in cui si vive non offre molte possibilità di interazione con russi o russofoni, è partecipare a una vacanza-studio sul posto. Non sempre, però, se ne ha la possibilità, ecco allora che anche in questo caso la tecnologia risulta essere di grande aiuto: tramite skype è possibile sviluppare la comunicazione spontanea e naturale con nativi in modo divertente e proficuo e anche i più timidi, con insospettabile coraggio, riescono a “lanciarsi” a parlare.

È fondamentale, inoltre, prendere da subito confidenza con la scrittura cirillica. A tal fine è utile, ad esempio, “russificare” la tastiera del proprio computer o configurare il cirillico sul proprio cellulare ogniqualvolta si chatta con amici russi su WhatsApp.

Infine, ricordo che a mano a mano che si procede nello studio di una lingua straniera in generale è importante “sentirla” dal di dentro, farsi progressivamente una chiara idea sia della struttura sia della logica di quella lingua, che va intesa anche come filtro per la comprensione della mentalità del popolo che la parla come lingua nativa. E non dimentichiamoci che l’apprendimento di una lingua diversa dalla propria, specie se ci appare difficile (al di là che lo sia effettivamente – spesso, infatti, ci appare difficile quanto è semplicemente diverso), resta pur sempre un ottimo allenamento mentale che ci aiuta a mantenere attivi i neuroni, sviluppando memoria e concentrazione, e al contempo ci dischiude nuovi sconfinati orizzonti culturali. E già questo basta a giustificare e gratificare di per sé ogni sforzo.

VIDEO
RECENSIONI

Fabio Enrico

Sono arrivato a Parigi, senza conoscere una sola parola di Francese. Assimil Book è il miglior libro attualmente sul mercato, mi ha permesso davvero di raggiungere un livello B2, semplicemente dedicando dieci minuti al giorno. E ora inizieró quello di Tedesco!

Alessandro Zangrilli

Sono un “assimilista” di vecchia data e ancora ricordo il tempo, nemmeno troppo lontano, in cui per chi volesse imparare una lingua diversa dalle solite (inglese, francese, tedesco e spagnolo) c’era solo Assimil che a Roma trovavo alla Feltrinelli di P.zza della Repubblica. Oggi con Internet sembra tutto più accessibile ma, a mio avviso, i corsi Assimil rimangono ancora ineguagliabili…

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