Pasqua attraverso le culture

Parole, tradizioni e simboli che ricorrono nella più popolare festa di primavera

Come cominciare a raccontare la Pasqua nel mondo se non spiegando l’origine del suo nome?

Viene dall’ebraico “pesah” o “pesach” = “passare oltre” e per gli ebrei è il nome dell’antichissima festa che cade in primavera, di solito nel mese di Aprile, e rievoca il viaggio verso la libertà del popolo ebraico dalla schiavitù d’Egitto. Un passaggio che, nella stagione in cui è collocato, simbolicamente allude anche a quello dal freddo dell’inverno ai primi caldi della stagione primaverile.

La festività, recepita poi dal Cristianesimo, porta con sé da secoli numerosi simboli che ricorrono, più o meno similmente, in moltissime culture: la colomba e l’ulivo come emblemi di pace, le campane e i pulcini come simboli di nuovo inizio e del perpetuarsi della vita e, infine, le uova, radicate nelle più antiche tradizioni mitologiche indiane e greche, come metafora di nascita e speranza. 

I modi di festeggiarla in giro per il pianeta sono vari come è vario il mondo, ma tanti simboli spesso ritornano. Esploriamo insieme alcuni paesi…

Paskha- La Pasqua in Russia e Ucraina

Христoс воскрeсе! (Khristòs voskrèse! – Cristo è risorto).  Con queste parole il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, massima autorità della Chiesa ortodossa, dà ufficialmente il via alla celebrazione della Pasqua russa. Si tratta anche per loro della più importante festa religiosa a cui aderiscono in genere anche i non credenti che approfittano del clima festoso per celebrare l’arrivo della primavera.

Ma cosa fanno i russi e gli ucraini nel giorno di Pasqua?

La mattina del giorno di Pasqua, i russi sono soliti recarsi sulla tomba di un parente e consumare sul posto niente meno che… un picnic. Nel corso del banchetto pasquale è d’obbligo mangiare il кулич (kulìč), un pane lievitato all’uovo molto simile al nostro panettone, e poi carne, pesce e funghi, seguiti dall’immancabile пaска (pàska) o пaсха (pàskha), dolce molto sostanzioso a base di panna acida e твoрог (tvòrog, formaggio fresco simile alla nostra ricotta) che, per il ripieno, ricorda un po’ la cassata siciliana.
E le uova? Anche tra i russi non mancano, ma niente cioccolato, si tratta di uova sode e colorate! Le si mette al centro della tavola all’interno di una cesta per dare il via alla tradizionale battaglia: ognuno sceglie un uovo e lo tiene in modo che se ne veda solo una parte, che il vicino cercherà di colpire. Prima di essere consumate, tutte le pietanze tradizionali sono portate in chiesa per la benedizione.

Anche in Ucraina è tradizione scambiarsi le писaнки (pisànki), le tradizionali uova pasquali sode e decorate. Un tempo avevano una funzione sacra perchè erano usate per richiamare le divinità preposte alla salute, fertilità, amore e prosperità. Le decorazioni risalgono all’era precristiana e alle culture slave ancestrali. La simbologia originaria si è conservata, ma è cambiata la loro interpretazione: ad esempio, il triangolo, che in passato alludeva ai tre elementi (terra, fuoco e aria), oggi celebra la Trinità cristiana, mentre la croce, che rappresentava il sole che sorge, ora rappresenta Cristo risorto.
Prima dell’era moderna ogni regione, villaggio e quasi ogni famiglia in Ucraina possedeva un proprio rituale, i propri simboli e le proprie tecniche di realizzazione delle uova, tramandate di madre in figlia. Sì, perché l’arte di decorare le pisànki era una pratica riservata alle donne e al confine col sacro, dal momento che una pisànka, dopo aver ricevuto la benedizione pasquale, possedeva poteri magici, proprio come un talismano. Questa attività veniva svolta in segreto di notte, dopo aver concluso tutti i lavori domestici, in modo da proteggere le antiche tecniche di famiglia da occhi indiscreti. Per la tintura si utilizzavano fiori, piante e radici che venivano bolliti e il decotto risultante veniva filtrato per estrarne il colore. Tutto il procedimento doveva essere fatto utilizzando acqua “viva”, ossia acqua piovana, elemento essenziale per l’intera riuscita dell’operazione poiché, secondo le antiche credenze ucraine, l’acqua piovana possiede poteri magici che si trasferiscono poi alle pisànka.
Esistono diverse tecniche di decorazione, si può dipingere direttamente l’uovo o creare delle decorazioni sul guscio già tinto. Una delle più interessanti è la stampa tipo batik che si effettua coprendo con cera d’api le zone che non si vogliono tingere. Dopo la tintura, la cera viene sciolta con la fiamma di una candela lasciando apparire sull’uovo meravigliosi disegni.

Páscoa – La Pasqua in Portogallo

Rituali, miti e leggende popolari hanno un posto d’onore anche nella Páscoa portoghese, ma un ruolo ancora più importante è riservato alla tradizione cattolica, molto diffusa tra la maggioranza della popolazione. Tutta la Semana Santa è vissuta molto intensamente e la partecipazione ai riti religiosi è davvero sentita, a cominciare dalla celebre Procissão do Senhor “Ecce Homo” (processione del Giovedì santo), in cui le strade di Braga vengono percorse dai farricocos, uomini scalzi e incappucciati, con lunghe tuniche di colore diverso a seconda della contrada di appartenenza. Un fervente spirito religioso spinge i pellegrini a scalare in ginocchio, in segno di penitenza, la meravigliosa scalinata barocca del Santuário do Bom Jesus do Monte. È composta in tutto da 17 rampe, decorate da fontane simboliche e statue allegoriche che rappresentano diverse tematiche cristiane: la Via Crucis, i cinque sensi, le Virtù, il sagrato di Mosè e, in cima, le otto figure evangeliche coinvolte nella Passione di Cristo.

Ma, come dice il proverbio: “Barriga cheia, cara alegre” (Pancia piena, volto allegro). Morale: neanche in Portogallo a Pasqua mancano le tavole imbandite di pietanze tradizionali, dolce intermezzo tra le fatiche e le rinunce della Settimana santa. Innumerevoli le ricette golosissime tra cui il celebre Folar da Páscoa, un pane dolce o salato che tradizionalmente si mangia a colazione, e le Arrufadas, piccoli panini dolci accompagnati da uova di cioccolato e mandorle colorate.

Páscha – La Pasqua in Grecia

La Pasqua in Grecia è sentitissima e si festeggia in famiglia nell’atmosfera tipica delle feste greche, rallegrata da musiche e danze.
Le celebrazioni più strettamente religiose seguono il rito cristiano ortodosso che prevede per tutta la Settimana santa giorni di digiuno e antichissime cerimonie. Il Venerdì santo, considerato giorno di lutto, è un momento di assoluto riposo. Il Sabato è la giornata “cruciale”: pochi minuti prima della mezzanotte, il pope bussa tre volte alla porta maggiore della chiesa e annuncia che Cristo è risorto, dopodiché spalanca le porte e intona l’inno della resurrezione lanciando foglie d’alloro. Al termine della funzione, ogni fedele prende una candela: la tradizione vuole che se una ragazza accende la propria candela da quella di un ragazzo, i due si sposeranno entro l’anno. Durante la processione di ritorno alle proprie case, i fedeli reggono le candele ancora accese e prima di entrare per consumare la cena a base di uova rosse, κοκορέτσι (kokorétsi – interiora allo spiedo) e μαγειρίτσα (mayirítsa – zuppa di interiora d’agnello lessate con cipolla e aneto, servite con riso e una salsa a base di uova e limone), è usanza disegnare con il fumo un segno della croce in corrispondenza della parte alta della porta d’ingresso e accendere lumini di fronte alle immagini sacre o dei propri cari.
La Domenica di Pasqua inizia al suono delle uova dipinte di rosso che si battono l’una contro l’altra pronunciando la frase di rito Χριστός ἀνέστη! (Khristós anésti – Cristo è risorto!) a cui bisogna rispondere Ἀληθῶς ἀνέστη! (Alithós anésti – È veramente risorto!) La tradizione delle uova rosse, dipinte da tutta la famiglia il Giovedì santo, affonda le sue radici in una leggenda. Si narra che Maria Maddalena, recatasi al sepolcro e trovatolo vuoto, sia corsa dai discepoli per annunciare la notizia, ma che Pietro incredulo le abbia risposto: “Ti crederò solo se le uova del tuo paniere diventeranno rosse” e fu così che le uova si tinsero di un rosso intenso.

Questo colore ha assunto nel corso degli anni tanti significati: per molti è il simbolo del sangue di Cristo, per altri della gioia della Resurrezione e per altri ancora rappresenta una sorta di protezione dal male. Anche in Grecia ci si sbizzarrisce nella ricerca delle decorazioni più originali, che vanno da semplici disegni realizzati in cera, all’applicazione di ali di carta, code e becchi di pane, con cui si creano graziosi uccellini da appendere al soffitto.
Uno dei momenti più importanti della Domenica di Pasqua resta però il ricchissimo banchetto a base di agnello allo spiedo, la cui cottura impegna gli uomini di ogni famiglia fin dalle prime ore del mattino. La preparazione dell’agnello pasquale è una funzione sacra e una tradizione molto antica: qualsiasi passante può aggregarsi al banchetto, accompagnandosi con un bicchiere di vino, e unirsi nello scambio degli auguri: χρόνια πολλά (khrónia pollá).

Påsk – La Pasqua in Svezia

Molto più distante dalla tradizione cristiana è invece la Påsk svedese, dal carattere tenebroso e magico! Un’antica credenza popolare racconta che tra la notte del mercoledì santo e del giovedì santo, le streghe volassero verso la montagna di Blåkulla alla ricerca del diavolo, portando con sé i bambini rapiti. È proprio da questa leggenda che ebbe origine la figura della Påskkärring, la befana pasquale. Ancora oggi il popolo svedese custodisce e tramanda questa tradizione. Protagoniste della festa sono le bambine che, travestite da streghe con tanto di guance rosse, lentiggini e foulard, vanno in giro per villaggi e quartieri a bussare alla porta di ogni abitazione, armate di un bricco da caffè, alla ricerca di monete e caramelle.

Mark & Marianne Earthy, ww.earthyphotography.com

Naturalmente anche la Pasqua svedese nasconde un lato dolce: le graziose uova in cartone decorate con disegni pasquali e all’occorrenza riempite di caramelle e dolciumi.
Il popolo svedese è ancora molto legato alle proprie tradizioni pagane, ma non per questo incline a lasciarsi avvicinare dalle streghe che hanno popolato per secoli la sua storia. Per questo motivo in alcune regioni le notti pasquali vengono illuminate da grandi falò e la quiete notturna è disturbata dallo scoppio di petardi, un’antica tecnica per assicurarsi di tenerle lontane! In altre zone invece, come quella di Stoccolma, la tradizione dei falò deve aspettare la notte tra il 30 aprile e il 1 maggio, chiamata la Notte di Santa Valpurga (Valborg). In questa occasione gli svedesi accendono grandi fuochi nei giardini delle loro abitazioni e intonano canti per allontanare gli ultimi strascichi dell’inverno e dare il benvenuto alla primavera.

Quindi, ripetiamo insieme…

Христос воскресе!
Feliz Páscoa!
Kαλό Πάσχα!
Glad Påsk!

 

 

 

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RECENSIONI

Giulia Zangerle

Ritengo che sia il miglior corso di lingue per autodidatti sul mercato. Il mio livello C1, raggiunto con l’inglese e il francese, senza dubbio alcuno deve molto ai corsi base e di perfezionamento! Grazie mille, per il servizio e la sempre cortese professionalità offerta

l.castrogiovanni@campus.unimib.it

Ho ormai finito da qualche giorno il metodo di greco moderno che proponete in catalogo. Ho seguito il corso nella sua interezza, compreso di supporto audio che ho potuto facilmente trasferire sul mio cellulare in modo tale da avere sempre a portata di mano le lezioni. Devo dire di avere ottenuto notevoli risultati in poco tempo: tutti i miei amici greci sono rimasti stupiti, mentre quelli che non mi conoscevano mi hanno scambiato addirittura per un greco inizialmente. Per questo vi ringrazio di cuore del lavoro svolto su questo manuale, che consiglio vivamente a tutti i miei amici!

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