Partire senza conoscere l’inglese? Ahiahiahiahi!

Quanto è importante parlare e comprendere l’inglese quando si viaggia all’estero?

L’inglese viene utilizzato come lingua principale da quasi 350 milioni di persone e altrettante lo parlano come seconda lingua. Oggi è accettato come lingua franca ormai praticamente ovunque nel mondo. Nella storia si sono già verificati casi di lingue che nella loro diffusione siano giunte oltre i confini della comunità linguistica originaria, basti pensare a greco, latino o arabo, ma la più attuale e straordinaria diffusione dell’inglese non ha paragoni con questi “esperanti” dei tempi andati.

In una realtà profondamente globalizzata come quella in cui viviamo, non conoscere l’inglese significa chiudersi verso l’esterno, rinunciando a priori a tutte le opportunità offerte nei più diversi ambiti: dalla rete al mondo del lavoro, dalla scienza all’arte, alla cultura in generale. Ma per chi ama viaggiare all’estero, quanto è importante conoscere l’inglese?

Difficile dare una risposta univoca a questa domanda, perché in realtà dipende dalla personale idea di viaggio che ognuno porta dentro di sé. In effetti, se esaminata da questo punto di vista, l’umanità potrebbe essenzialmente dividersi in tre categorie:

Viaggiatori in sedia a sdraio

Sono quelli per cui l’idea di viaggio si associa automaticamente al relax e al benessere rigenerante: una settimana in resort all inclusive. È la tipica situazione in cui il massimo sforzo da compiere è quello di spostarsi dalla propria camera d’albergo alla sedia a sdraio in spiaggia e le decisioni più impegnative da prendere riguardano il cibo con cui riempire il piatto al buffet o il tipo di cocktail da sorseggiare nel modo più spensierato possibile al tramonto.

Tutto intorno c’è un mondo anche molto esotico, ma del tutto comprensibile e confortevole, costruito per suscitare in chi lo visita meno domande possibili. In un contesto del genere, è sufficiente conoscere un vocabolario base composto di poche ed essenziali parole e, se proprio non dovessero essere sufficienti, il personale sarà sicuramente allenato a decifrare anche il più enigmatico tentativo di comunicazione a gesti.

Assimil_viaggiatori in sedia a sdraio

Da una vacanza simile si torna certamente ricaricati, forse un po’ meno ricchi, sia in termini economici (ma ne è valsa la pena!) che di nuove esperienze e non importa se qualche volta ci si è persino annoiati un po’. Per questo tipo di viaggio la risposta alla domanda di cui sopra è: poco, a meno che sulla sdraio accanto non capiti una persona irresistibilmente affascinante e straniera… ma senza il franco inglese che fatica che si fa ad attaccare bottone!

Viaggiatori in torpedone

Sono quelli per cui viaggiare significa evadere e scoprire nuove culture, ma restando comodi e senza troppi rischi. Questo tipo di viaggiatore parte in super comitiva, accompagnato da una guida che farà da filtro tra il conosciuto e il nuovo mondo e che lo aiuterà a seguire un itinerario in cui tutto è stabilito a monte.

In questo contesto, i compagni di viaggio passeranno molto tempo a chiacchierare tra loro, a scambiarsi le impressioni e a tempestare di domande le guide. Avranno quindi poca necessità di confondersi con gli “indigeni” e non dovranno lambiccarsi il cervello per capire cosa mangiare al ristorante.

Assimil_viaggiatori in torpedone

In situazioni del genere, tuttavia, una conoscenza base dell’inglese rende certamente più liberi e sicuri di avventurarsi in autonomia alla scoperta di itinerari meno scontati. Avere dimestichezza con questa lingua permette di fare domande al cameriere sui metodi di preparazione di un piatto tipico o di intrattenersi con il negoziante mentre si acquistano i souvenir da portare a casa. In generale, offre gli strumenti per riuscire ad avvicinare meglio tutto ciò che può rendere il viaggio più suggestivo, piacevole e coinvolgente.

Per l’amante del torpedone la risposta alla domanda in apertura è: abbastanza, presupponendo che si tratti comunque di un viaggiatore curioso.

Viaggiatori per passione

Sono quelli che normalmente ci seguono e leggono le nostre pagine, quelli per cui il viaggio è sinonimo di totale immersione in una nuova cultura, con tutte le sorprese e i rischi annessi.

Autonomo e super-organizzato, chi viaggia per passione ha bisogno solo del suo zaino, delle sue gambe e del suo spirito d’avventura, un autentico giramondo. Non ama i filtri, ma preferisce confrontarsi in modo diretto col mondo che ha davanti e ha voglia di conoscere la gente che lo abita.

Assimil_viaggiatori per passione

Ma viaggiare senza filtri significa partire ben equipaggiati, non solo portando l’attrezzatura giusta per camminare comodamente, ma anche quella necessaria per comunicare in ogni situazione. Il travel addicted non ha bisogno dei nostri consigli, sa già che conoscere l’inglese a un buon livello è una delle condizioni necessarie per partire non solo in sicurezza, ma anche per godere al massimo dell’esperienza che sta per vivere. Questo gli permetterà di cavarsela nelle più svariate situazioni e di entrare in contatto con persone come lui, aperte al nuovo e alle contaminazioni.

La risposta al domandone per gli appassionati dei viaggi avventurosi è: tanto, semmai qualcuno ne avesse avuto il dubbio.

In sintesi, se si ama viaggiare, la conoscenza dell’inglese a qualsiasi livello aggiunge una marcia in più all’esperienza, basti solo pensare all’autonomia garantita dal conoscere una lingua passepartout. Non è mai troppo tardi per imparare l’inglese e tutti possono farlo senza sforzo, basta seguire il giusto metodo 😉

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RECENSIONI

Giulia Zangerle

Ritengo che sia il miglior corso di lingue per autodidatti sul mercato. Il mio livello C1, raggiunto con l’inglese e il francese, senza dubbio alcuno deve molto ai corsi base e di perfezionamento! Grazie mille, per il servizio e la sempre cortese professionalità offerta

l.castrogiovanni@campus.unimib.it

Ho ormai finito da qualche giorno il metodo di greco moderno che proponete in catalogo. Ho seguito il corso nella sua interezza, compreso di supporto audio che ho potuto facilmente trasferire sul mio cellulare in modo tale da avere sempre a portata di mano le lezioni. Devo dire di avere ottenuto notevoli risultati in poco tempo: tutti i miei amici greci sono rimasti stupiti, mentre quelli che non mi conoscevano mi hanno scambiato addirittura per un greco inizialmente. Per questo vi ringrazio di cuore del lavoro svolto su questo manuale, che consiglio vivamente a tutti i miei amici!

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