Lo spagnolo è come l’italiano, basta aggiungere una s…

Breve storia di uno stereotipo e di una delle sue vittime

Come è giusto che sia, pur se inaspettato, anche quest’anno è arrivato il freddo. Stamattina in scooter pensavo alle mie ultime calde e lontanissime vacanze in Spagna. Nel freddo e nel grigio di questa mattinata milanese, dribblando tra un’auto e un camion, canticchiavo la più famosa tra le canzoni dei Righeira. Risale al 1983, ma mi è rimasta “stampata” in testa.

Erano anni di spensieratezza e di cose da raccontare legate a quel periodo ne avrei a centinaia. La cosa che però ricordo meglio della prima vacanza in Spagna è l’impatto con la lingua. A quell’epoca, da giovane italiano pensavo di poter partire senza problemi, tanto, per farmi capire mi sarei arrangiato. Le canzoni dei Righeira più o meno le capivo e allora perché porsi dei problemi per una lingua che in fondo… è come l’italiano, basta aggiungere una “s”? Inoltre tutti mi avevano insegnato che gli italiani riescono sempre a farsi capire, in tutto il mondo.

Magre, magrissime, anzi pessime figure! Povero piccolo italiano illuso. La prima vacanza andò benissimo, ma di chiacchiere in lingua nemmeno l’ombra. Gradualmente iniziai a capire di essere stato vittima di un clamoroso stereotipo. Negli anni a seguire girando spesso per le Baleari e cercando di organizzarmi direttamente in loco, mi resi conto di quanto fosse importante parlare in modo corretto per gestire le situazioni, anche solo per affittare un appartamento. Google Translate non esisteva ancora e nemmeno gli smartphone, è stata una bella sfida.

Insomma, stamattina mentre parcheggiavo lo scooter pensavo che se si vuole viaggiare e interagire bisogna sapere la lingua locale. Si deve studiare!

Quando parlo con i miei giovani stagisti, spocchiosi e arrogantelli, e mi sento dire che con lo smartphone possono andare ovunque, li guardo in faccia, rido e faccio notare che nel momento in cui non avranno la connessione o la batteria carica, faranno solo la figura dei burros, giusto per rimanere in tema.

La tecnologia aiuta sicuramente, ma non possiamo affidarci solo a quella, utile ma effimera vi lascerà sul più bello, ricordate la legge di Murphy?

Quindi… ¡empezad a estudiar español!

Luca, l’uomo della strada

 

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RECENSIONI

l.castrogiovanni@campus.unimib.it

Ho ormai finito da qualche giorno il metodo di greco moderno che proponete in catalogo. Ho seguito il corso nella sua interezza, compreso di supporto audio che ho potuto facilmente trasferire sul mio cellulare in modo tale da avere sempre a portata di mano le lezioni. Devo dire di avere ottenuto notevoli risultati in poco tempo: tutti i miei amici greci sono rimasti stupiti, mentre quelli che non mi conoscevano mi hanno scambiato addirittura per un greco inizialmente. Per questo vi ringrazio di cuore del lavoro svolto su questo manuale, che consiglio vivamente a tutti i miei amici!

Fabio Enrico

Sono arrivato a Parigi, senza conoscere una sola parola di Francese. Assimil Book è il miglior libro attualmente sul mercato, mi ha permesso davvero di raggiungere un livello B2, semplicemente dedicando dieci minuti al giorno. E ora inizieró quello di Tedesco!

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