Lo spagnolo… e perché conviene impararlo bene

Un approfondimento sulla lingua e sulla cultura spagnole e ispaniche con Silvia Bottinelli, curatrice del nuovo corso di Perfezionamento

Dopo una lunga attesa, come promesso, abbiamo pubblicato l’edizione aggiornata del nostro Perfezionamento dello spagnolo. È stato un lungo lavoro, giustificato dal fatto che anche questo nuovo testo, come tutti quelli che si aggiungono al nostro catalogo, prima di vedere la luce deve passare sotto le sapienti mani dei nostri curatori che adattano i testi per renderli più vicini, interessanti e comprensibili ai nostri lettori.

Ad aiutarci questa volta è stata la prof.ssa Silvia Bottinelli, traduttrice e docente di spagnolo per undici anni all’Università degli Studi di Milano. Ora si dedica all’insegnamento di questa lingua e alla divulgazione della cultura ispanica in diversi istituti privati, entrando in contatto con una platea di studenti molto variegata che va dai 16 agli 80 anni. Le facciamo alcune domande per capire in che modo gli italiani si avvicinano allo spagnolo e per conoscere le opportunità che il suo apprendimento offre.

Prof.ssa Bottinelli, in Italia spesso si dice che lo spagnolo sia una lingua “facile”. Cosa ne pensa?

Per gli italiani lo spagnolo ha un suono “amichevole” ed effettivamente presenta numerosissime assonanze con la nostra lingua. È stato calcolato che l’82% dei termini spagnoli ha una radice simile a quella di termini italiani. È questo il motivo per cui questa lingua ci attira molto, ma la somiglianza tra le due lingue spesso trae in inganno. Chi si approccia seriamente allo studio dello spagnolo si accorge presto che in realtà è tutta un’altra lingua, per di più estremamente ricca e con una grammatica importante… in fase di apprendimento queste analogie possono tendere numerosi tranelli perché ci si convince di conoscere già cose che invece stanno proprio in tutt’altro modo. Basti pensare alla questione dei “falsi amici”…

Quanto interesse c’è oggi per questa lingua in Italia?

C’è molto interesse, anche tra i più giovani, soprattutto da quando è stata introdotta la seconda lingua alle scuole medie. Dopo l’inglese, in tantissimi scelgono lo spagnolo. Le motivazioni sono tante: c’è chi ci si avvicina perché ama la musica e le danze latino-americane e vuole conoscere le parole delle canzoni o perché sta programmando la prossima vacanza alle Canarie… o, ancora, per comunicare con la fidanzata del figlio che ha trovato l’amore durante i 6 mesi di Erasmus in Spagna. In generale si può dire che, rispetto all’inglese che è percepito come la lingua del lavoro per eccellenza, lo spagnolo è un po’ la lingua delle vacanze e della leggerezza.

assimil spagnolo

Il centro storico di Saragozza, di notte

Per approfondire la conoscenza dello spagnolo avrà visitato più volte il Paese. Oltre alla lingua, cosa c’è di diverso e affine tra spagnoli e italiani?

Si tratta di due popoli latini, quindi sicuramente ciò che li accomuna è una grande creatività. Noto però che gli spagnoli hanno una migliore capacità di mettere a frutto le proprie risorse. Anche la Spagna ha vissuto di recente un periodo di profonda crisi, anche peggiore rispetto all’Italia in termini di recessione e perdita occupazionale. Gli spagnoli però si sono risollevati prima e meglio degli italiani. Ho l’impressione che siano più pratici e determinati e che credano tantissimo nelle risorse del proprio Paese. In ogni regione il territorio è molto valorizzato e, rispetto alle nostre città, c’è un altissimo livello di organizzazione e di decoro urbano. Non stupisce il fatto che in Spagna il turismo sia un’industria che va a gonfie vele.

Per quel che riguarda il loro carattere, gli spagnoli, come gli italiani sanno essere persone divertenti e ci si trova bene in loro compagnia. Sul lavoro invece ho notato una grande differenza rispetto agli italiani: maggiore orgoglio e più rigidità. Se la nostra è la patria del “va bene anche così”, in Spagna le persone sono più intransigenti, non particolarmente disponibili a scendere a compromessi o a cambiare facilmente le regole del gioco.

Ha avuto la possibilità di conoscere anche altri Paesi di lingua spagnola?

Sì, sono stata spesso in Messico: in questo Paese le città hanno una profonda impronta spagnola. Dico sempre che se un americano volesse visitare una città spagnola del ‘500 non dovrebbe fare così tanta strada, gli basterebbe recarsi in Messico.
I messicani sono persone molto generose che amano molto il loro paese, ma sono anche curiose di conoscere quello che c’è al di fuori della loro nazione, e quindi socializzano facilmente con lo straniero.
Si riferiscono scherzosamente alla Spagna come “Madre Patria”, in realtà c’è con questo Paese lo stesso rapporto esistente con qualsiasi altro Paese europeo, l’unico dettaglio è che hanno in comune la stessa lingua. Certo, il messicano che viaggia in Europa quasi sicuramente andrà una volta anche in Spagna, dove non deve affrontare il problema linguistico.

Morelia, capoluogo dello Stato messicano di Michoacán nel Messico centrale

Ci interessa sempre conoscere le differenze tra i diversi modi di parlare lo spagnolo. Cosa può dirci dello spagnolo messicano?

Gli spagnoli arrivano in Messico alla fine del ‘400 quando la loro lingua, il castigliano, si stava fissando. Lo spagnolo che si parla oggi in Messico ha quindi le stesse regole grammaticali dello spagnolo di Spagna, solo ovviamente non ha avuto la stessa evoluzione che questa lingua ha avuto in Europa. La pronuncia si avvicina a quella andalusa perchè nei primi secoli del colonialismo molti di coloro che si trasferivano in America provenivano da quella regione della Spagna. Lo si comprende soprattutto dal modo di pronunciare la s e la z. Nel castigliano peninsulare c e z hanno un suono interdentale, come in inglese il th. In America questo suono semplicemente non esiste: c, z sono pronunciate come s; ad esempio “caza” ha suono identico a “casa” e “ciencia” si pronuncia “siensia”.
Ovviamente lo spagnolo americano si è contaminato molto anche con le lingue indigene: alcune parole derivanti dalle lingue parlate dagli indios caribi (abitanti dei Caraibi) come “canoa” e “amaca”, sono entrate, attraverso lo spagnolo, nei vocabolari delle altre lingue. Lo stesso con parole derivanti dalla lingua degli aztechi, come “cioccolato” e “cacao”, o ancora un certo lessico che riguarda soprattutto la flora e la fauna, per esempio “puma” e “patata”, che proviene dalla lingua parlata dalla civiltà inca in sud America. E non mancano successive interferenze dovute alle lingue europee parlate da chi emigrava in America e alle lingue africane, parlate dagli schiavi neri che lavoravano nelle piantagioni.

Perché studiare lo spagnolo?

Sarò di parte, ma lo spagnolo è una lingua bella e importante, dalla sonorità accattivante. Ha una grammatica molto ricca e ha dato vita a una letteratura preziosa e sconfinata, che parte dall’Europa e arriva in Latino America. A tutti coloro che si avvicinano allo spagnolo con curiosità, per tutte le ragioni che ho indicato prima, vorrei ribadire che anche questa lingua e non solo l’inglese, può arricchire tantissimo il curriculum. Imparare lo spagnolo non è per niente un semplice passatempo: è la terza lingua più parlata al mondo, conoscerlo bene significa poter comunicare e quindi entrare in relazione anche lavorativa con le popolazioni di ben 22 paesi. Mi sembra un buon motivo per approfondire! Chi ha tempo per frequentarlo potrà scegliere un corso in aula e chi ne ha meno potrà trovare un valido aiuto negli ottimi corsi autodidattici di Assimil, come quello appena pubblicato.

Siviglia, le decorazioni in ceramica di piazza di Spagna

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RECENSIONI

Giulia Zangerle

Ritengo che sia il miglior corso di lingue per autodidatti sul mercato. Il mio livello C1, raggiunto con l’inglese e il francese, senza dubbio alcuno deve molto ai corsi base e di perfezionamento! Grazie mille, per il servizio e la sempre cortese professionalità offerta

l.castrogiovanni@campus.unimib.it

Ho ormai finito da qualche giorno il metodo di greco moderno che proponete in catalogo. Ho seguito il corso nella sua interezza, compreso di supporto audio che ho potuto facilmente trasferire sul mio cellulare in modo tale da avere sempre a portata di mano le lezioni. Devo dire di avere ottenuto notevoli risultati in poco tempo: tutti i miei amici greci sono rimasti stupiti, mentre quelli che non mi conoscevano mi hanno scambiato addirittura per un greco inizialmente. Per questo vi ringrazio di cuore del lavoro svolto su questo manuale, che consiglio vivamente a tutti i miei amici!

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