La Pasqua polacca

Come si festeggia la Pasqua nel Paese di Chopin e di Papa Wojtyła? Un viaggio tra uova pisanki e… gavettoni.

Paese che vai, tradizione pasquale che trovi. In realtà, le usanze legate alle tradizioni cristiane si assomigliano un po’ tutte, ma in ogni Paese c’è qualcosa di singolare che stuzzica la curiosità di turisti e visitatori. Oggi quindi abbiamo pensato di raccontarvi cosa succede, in questo particolare periodo dell’anno, in Polonia.

I polacchi, bisogna dirlo subito, amano molto questa festa. Sono infatti un popolo di profonda tradizione cattolica, tant’è che la Polonia ha dato i natali a uno dei papi più amati della storia occidentale. In Polonia la Santa Pasqua (Wielkanoc) è molto sentita, forse più che da noi che in effetti tendiamo a dare molta più importanza al Natale. Lo conferma il fatto che qui il periodo di digiuno e astinenza materiale e spirituale che caratterizza la Quaresima pare essere più praticato di quanto non lo sia in altri Paesi occidentali.

Tuttavia, se i temi del Cristianesimo rimangono la principale fonte d’ispirazione, nei ricchi festeggiamenti pasquali polacchi ancora oggi si mescolano la sacralità della Chiesa Romana con residui di paganesimo slavo e varie altre superstizioni. Vediamoli nel dettaglio.

Per la Domenica delle Palme (Niedziela Palmowa), che segna l’inizio della Settimana Santa, i polacchi realizzano delle composizioni molto complesse, alte anche diversi metri, costituite da fiori, rametti di salice, nastri e piume colorate (Palmy wielkanocne). In alcune località si organizzano addirittura delle vere e proprie competizioni per la creazione delle palme: a Lipnica Murowana e Łyse, per esempio, ogni anno si svolgono dei concorsi con in palio premi in denaro per chi crea quella più alta e meglio decorata.

Il Venerdì Santo è il giorno in cui si commemora la passione di Cristo e si percorre la Via Crucis. In questo giorno le chiese rimangono aperte fino al termine della messa di Pasqua.


Il Sabato Santo (Święconka) è un giorno davvero speciale, in cui si svolge una tradizione per noi insolita: si preparano ricchi cestini di vimini, da portare in chiesa per la benedizione, in cui vengono riposti gli alimenti e le vivande che vengono poi consumati nella Domenica di Pasqua.
In questi cesti si possono trovare pane, uova decorate, salsicce, sale, rafano, ramoscelli di mirtillo, fiori e nastri colorati. Quasi tutti questi elementi hanno un significato simbolico: il pane rappresenta l’alimento essenziale, l’uovo la vita, la carne porta ricchezza e fertilità, mentre il sale scaccia il male. In Polonia vengono ancora preparate le tradizionali uova decorate a mano (pisanki), a differenza che da noi, dove questa usanza trovava perlopiù applicazione nei tempi passati. Per decorarle vengono prima di tutto immerse in acqua calda colorata: il tempo d’infusione e la quantità di colorante influiscono sull’intensità della tinta, che può essere fissata meglio usando dell’aceto o della lacca per capelli. Con i coloranti naturali, come il succo di barbabietola per il rosso-rosa, il succo di frutti di bosco per il viola, il decotto di cipolle per il giallo-marrone o le biete per il verde, si ottengono invece le uova kraszanki.

Per ultimare la decorazione delle uova di solito si usa lo smalto per unghie di vari colori, oppure della carta colorata adesiva o altri elementi decorativi come batuffoli di cotone, perline, fili, ecc. Infine, una curiosità dal sapore pagano: un’antica credenza consiglia alle ragazze di lavarsi il viso nell’acqua in cui sono state immerse le uova per far scomparire lentiggini o altri inestetismi della pelle!

Il pranzo della Domenica di Pasqua ha ovviamente i suoi piatti tipici. La żurek è una minestra di farina di segale acida che presenta delle varianti di ricetta in base alla regione in cui viene preparata. Ad essa si aggiungono carne e vari tipi di salumi, il tutto servito con salsa tartara o al rafano. I dolci pasquali sono poi particolarmente interessanti: ci sono la babka, una torta farcita con frutta secca e canditi, il mazurek, un dolce di mandorle, marmellata e frutta secca, il sernik, un dolce al formaggio e naturalmente le jajka czekoladowe, le immancabili uova di cioccolato.

Il mazurek, uno dei tipici dolci pasquali polacchi.

Arriva quindi lo Śmingus-Dyngus, il Lunedì di Pasquetta. In questo giorno, che noi amiamo trascorrere all’aperto tra grigliate e pic-nic, la tradizione in Polonia vuole invece che tutti siano autorizzati a dispensare gavettoni ad amici, parenti, ma anche a perfetti sconosciuti. In casa o per la strada, in questo giorno una bella secchiata d’acqua è sempre in agguato dietro l’angolo. L’origine di questa bizzarra e goliardica usanza era originariamente legata a una “tecnica di corteggiamento”: in passato i giovanotti sceglievano la ragazza più bella e la rincorrevano per colpirla con un bel gavettone. Alla fine della giornata la ragazza bagnata più spesso guadagnava sì un bel raffreddore, ma anche il diritto di essere considerata la più corteggiata.

Un’altra tradizione del Lunedì di Pasquetta è legata alla leggenda di Siuda Baba, diffusa nella regione di Cracovia. Questa narra di una sacerdotessa che viveva in un bosco a Lednica Górna e che, posseduta da un fuoco sacro, una volta all’anno andava in giro in cerca di seguaci. Il giorno di Pasquetta non è raro vedere aggirarsi per strada alcuni personaggi dagli strani travestimenti: un’anziana donna dagli abiti sporchi e strappati, uno zingaro e alcuni ragazzi che vanno in giro di porta in porta a chiedere piccoli doni. Se ben accolto il gruppo intona canti sulla risurrezione di Cristo, in caso contrario se ne va, ma non senza prima ricambiare la mancata ospitalità con qualche dispetto.

Chiudiamo con un’ultima usanza che di religioso evidentemente non ha nulla. Nel corso dell’intero periodo pasquale i polacchi si preparano alle grandi pulizie di primavera. In effetti il gesto di riordinare e sistemare casa va ben oltre la mera questione di igiene, ma ha un preciso significato simbolico: si scaccia l’inverno e con esso anche il male, la sfortuna e le malattie.

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Wesołych Świąt i smacznego Jajka!

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l.castrogiovanni@campus.unimib.it

Ho ormai finito da qualche giorno il metodo di greco moderno che proponete in catalogo. Ho seguito il corso nella sua interezza, compreso di supporto audio che ho potuto facilmente trasferire sul mio cellulare in modo tale da avere sempre a portata di mano le lezioni. Devo dire di avere ottenuto notevoli risultati in poco tempo: tutti i miei amici greci sono rimasti stupiti, mentre quelli che non mi conoscevano mi hanno scambiato addirittura per un greco inizialmente. Per questo vi ringrazio di cuore del lavoro svolto su questo manuale, che consiglio vivamente a tutti i miei amici!

Fabio Enrico

Sono arrivato a Parigi, senza conoscere una sola parola di Francese. Assimil Book è il miglior libro attualmente sul mercato, mi ha permesso davvero di raggiungere un livello B2, semplicemente dedicando dieci minuti al giorno. E ora inizieró quello di Tedesco!

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