La lingua di Babbo Natale

Un viaggio nelle lingue più nordiche del mondo: le lingue dei Sami, il popolo di Babbo Natale

Quale lingua vi fa pensare subito al Natale? Qualcuno potrebbe rispondere l’aramaico, la lingua di Cristo, qualcun altro il tedesco, forse per i tradizionali mercatini che richiamano subito le atmosfere più tipiche (almeno per gli europei) di questo periodo dell’anno. Noi invece abbiamo pensato che non può esserci lingua più natalizia di quella di Babbo Natale e dei suoi parenti. Si tratte delle lingue sami, parlate nelle regioni più nordiche del nostro Continente.

Per ovvi motivi nel nostro catalogo non è presente un corso di lingue sami, quindi purtroppo non possiamo invitarvi a impararle insieme a noi. Tuttavia, abbiamo pensato di raccogliere un po’ di informazioni sull’argomento e se la cosa dovesse suscitare un qualche interesse da parte vostra, domani chissà…

Cominciamo subito con alcune verità inconfutabili.

Tutti sanno, almeno nel mondo occidentale, che il famosissimo vecchietto in rosso, Babbo Natale, abita in una regione del nord della Finlandia, la Lapponia, in un delizioso villaggio a 8 km dal centro di Rovaniemi, chiamato in suo onore Santa Park. Tutti gli anni, ormai da secoli, la notte del 24 dicembre sale su una slitta volante per consegnare doni ai bambini di mezzo mondo. Ma questa è un’altra verità ben nota, su cui non ci soffermeremo oltre.

Ci chiediamo invece come si viva in quel posto, chi siano i suoi parenti e amici e come sia la lingua che parlano tra di loro.

I conterranei di Babbo Natale, il popolo Sami, sono gli eredi di una ricca e antica tradizione culturale e sono conosciuti per lo stretto legame con la loro terra, le regioni più a nord della Scandinavia. Le loro origini risalgono a circa 4.000 anni fa e la loro sopravvivenza è stata da sempre legata alla caccia e all’allevamento delle renne.

I Sami sono storicamente un popolo nomade e hanno vissuto per molti secoli in simbiosi con il proprio ambiente naturale e in autonomia rispetto alle altre popolazioni del Nord. Ma nel 1600 qualcosa iniziò a cambiare. Nel corso di questo secolo diverse popolazioni residenti nelle regioni meridionali, più dense e popolate, della Scandinavia, incoraggiate da una bassissima tassazione furono spinte dai loro stessi governi a insediarsi nei territori più a nord da sempre abitati dai Sami.

Nacquero dei nuovi confini e la terra fu divisa, ma da quel momento i Sami iniziarono a contaminarsi con le nuove popolazioni. Custodire e tramandare la propria identità culturale diventò sempre più difficile e anche le loro lingue, sempre meno utilizzate, cominciarono a rischiare l’estinzione.

Nella seconda metà del 1900 il popolo Sami, una volta raggiunta la stanzialità, iniziò a battersi per riconquistare la propria identità, sia territoriale che linguistica, ottenendo gradualmente buoni risultati. Oggi alle lingue sami è stata riconosciuta l’ufficialità in tre province del nord della Finlandia. Un po’ più complessa e ancora irrisolta è invece la questione dei confini territoriali: i lapponi non-sami oppongono molta resistenza perché temono di perdere diritti su quella che da secoli è ormai anche la loro terra.

Oggi questo popolo che abita il tetto d’Europa, le regioni più settentrionali della Norvegia, della Svezia, della Finlandia e della Russia, conta circa 75.000 persone. Circa 7.500 abitano entro in confini della Finlandia. I Sami furono i primi ad arrivare in questi luoghi e probabilmente saranno anche gli ultimi ad andarsene.

Le lingue sami appartengono come il finlandese alla famiglia delle lingue uraliche ma non al baltofinnico, il gruppo del finlandese e dell’estone. Sono lingue parenti ma parte di un gruppo separato. Come struttura la loro grammatica è molto simile al finlandese, anche se la sintassi è stata molto condizionata dalle lingue scandinave.

Se ne parla al plurale perché originariamente, secondo gli esperti, esistevano 10 dialetti molto diversi tra loro e ancora oggi si possono distinguere tre gruppi principali. Il primo, e più diffuso, è il sami settentrionale, proprio la lingua di Babbo Natale, ed è parlata dai due terzi dei Sami residenti nei territori più settentrionali della Finlandia, della Svezia e della Norvegia. Il sami orientale è parlato in Russia, da alcune popolazioni residenti nella Penisola di Kola, e dai due gruppi etnici residenti nei territori a est della Finlandia, gli Inari e gli Skolt. Il sami meridionale viene usato da poche persone nella Norvegia centrale e nella Svezia centro settentrionale.

Alcune curiosità. Le tre lingue sami sono molto diverse tra loro: chi parla una delle tre spesso non comprende chi ne parla un’altra. La letteratura non è molto vasta ed è ancora in buona parte orale. Negli ultimi anni diverse iniziative culturali, volte a riscoprire e rilanciare le più antiche tradizioni, e lo sviluppo del turismo stanno fortemente contribuendo alla loro valorizzazione.

Secondo noi però un grande merito va anche al loro più popolare testimonial…

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l.castrogiovanni@campus.unimib.it

Ho ormai finito da qualche giorno il metodo di greco moderno che proponete in catalogo. Ho seguito il corso nella sua interezza, compreso di supporto audio che ho potuto facilmente trasferire sul mio cellulare in modo tale da avere sempre a portata di mano le lezioni. Devo dire di avere ottenuto notevoli risultati in poco tempo: tutti i miei amici greci sono rimasti stupiti, mentre quelli che non mi conoscevano mi hanno scambiato addirittura per un greco inizialmente. Per questo vi ringrazio di cuore del lavoro svolto su questo manuale, che consiglio vivamente a tutti i miei amici!

Fabio Enrico

Sono arrivato a Parigi, senza conoscere una sola parola di Francese. Assimil Book è il miglior libro attualmente sul mercato, mi ha permesso davvero di raggiungere un livello B2, semplicemente dedicando dieci minuti al giorno. E ora inizieró quello di Tedesco!

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