La festa della Rinascita nel mondo

Un nuovo viaggio alla scoperta di alcune tra le più bizzarre tradizioni pasquali

La Pasqua, principale solennità del Cristianesimo, è celebrata da ogni cultura in modo diverso, ma con un aspetto a tutte comune: l’essere un giorno di festa. Intraprendiamo oggi strade alternative, alla scoperta di alcune tra le più bizzarre tradizioni pasquali!

Russia e Ucraina – Paskha

Христoс воскрeсе! (Khristòs voskrèse! – Cristo è risorto) è con questa esclamazione che il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, massima autorità della Chiesa ortodossa, dà ufficialmente il via alla celebrazione della Pasqua russa: la più importante festa religiosa, alla quale aderiscono in genere anche i non credenti come celebrazione dell’arrivo della primavera. In alcune regioni è tuttora tradizione, infatti, che in questo giorno i ragazzi si rechino in campagna per spogliare le betulle e intrecciare con i rami delle corone da donare alle ragazze.
Ma qual è la routine da seguire nel giorno di Pasqua?

Per prima cosa, la mattina del giorno di Pasqua, i russi sono soliti recarsi sulla tomba di un parente e consumare sul posto un picnic. Durante il banchetto pasquale è d’obbligo mangiare il кулич (kulìč), un pane lievitato all’uovo molto simile al nostro panettone, quindi carne, pesce e funghi, seguiti dall’immancabile пaска (pàska) o пaсха (pàskha), dolce molto sostanzioso a base di panna acida e твoрог (tvòrog) (formaggio fresco simile alla nostra ricotta) che, per il ripieno, ricorda la cassata siciliana.

Se vi state domandando che fine abbia fatto il nostro tanto amato uovo pasquale, non temete, anche i russi hanno un’usanza analoga, ma con le uova sode colorate! In Russia infatti la Pasqua non è tale senza il rituale scambio delle uova, seguito da tre abbracci e altrettanti baci. Il pranzo di Pasqua inizia in genere con la tradizionale “battaglia delle uova”: ogni commensale sceglie un uovo e lo tiene in modo tale che sia visibile solo un estremo e il vicino deve cercare di colpire con il proprio uovo quello dell’avversario per conquistarselo. Tutte queste pietanze tradizionali (il kulìč, la pàskha e le uova dipinte), prima di essere consumate, vengono portate in chiesa per la benedizione.

Analogamente, anche in Ucraina si assiste allo scambio delle писaнки (pisànki), uova sode di Pasqua (o i soli gusci svuotati del loro contenuto), tradizionalmente decorate in casa. In passato queste uova erano legate al mondo della magia, fungevano infatti da richiamo per le divinità preposte alla salute, fertilità, amore e prosperità. I tipi di decorazioni risalgono all’era precristiana e alle culture slave ancestrali. La simbologia di queste rappresentazioni si è conservata, ma diversa ne è l’interpretazione. Per esempio, il triangolo, che in passato alludeva ai tre elementi (terra, fuoco e aria), oggi celebra la Trinità cristiana; la croce, che rappresentava il sole che sorge, ora rappresenta il Cristo risorto.

Prima dell’era moderna ogni regione, villaggio e quasi ogni famiglia in Ucraina possedeva un proprio rituale, simboli e tecniche per realizzare le uova. Queste usanze erano accuratamente preservate e tramandate di madre in figlia. La tradizione della decorazione delle pisànki era qualcosa di sacro, dal momento che una pisànka, soprattutto se aveva ricevuto la benedizione pasquale, possedeva poteri magici, proprio come un talismano. L’arte delle uova pisànki era però una pratica riservata alle donne, mentre uomini e bambini ne erano esclusi. Questa attività veniva svolta in segreto la notte, dopo aver concluso tutti i lavori domestici della giornata, in modo da proteggere le antiche tecniche di famiglia da occhi indiscreti. Si trattava di un procedimento molto lungo, effettuato con l’utilizzo di tinte naturali ottenute attraverso vari processi in cui fiori, piante e radici venivano bollite e il decotto filtrato per estrarne il colore. Innanzitutto era necessario radunare tutti gli strumenti e soprattutto procurarsi l’acqua “viva”, ossia l’acqua piovana. Questo particolare era molto importante per l’intera riuscita dell’operazione poiché, secondo le antiche credenze ucraine, l’acqua piovana possedeva poteri magici che sarebbero poi stati trasferiti alla pisànka.

Esistono diverse tecniche per le decorazioni – dal dipingere direttamente l’uovo al graffiare le decorazioni sul guscio tinto -, ma una tra le più interessanti è sicuramente quella simile alla stampa batik, mediante la copertura con cera d’api delle zone che non si vogliono tingere. Le decorazioni in cera vengono applicate sull’uovo prima di ogni tintura, dopodiché, con la fiamma di una candela, si scioglie la cera sull’uovo lasciando apparire meravigliosi disegni.

Svezia- Påsk
Molto più distante dalla nostra realtà è invece la Påsk svedese, dal carattere tenebroso e magico! Un’antica credenza popolare racconta che tra la notte del mercoledì santo e del giovedì santo, le streghe volassero verso la montagna di Blåkulla alla ricerca del diavolo, portando con loro i bambini rapiti. È proprio da questa leggenda che ebbe origine la figura della Påskkärring, la befana pasquale. Ancora oggi il popolo svedese custodisce e tramanda questa tradizione, che vede protagoniste le bambine di villaggi e quartieri, le quali nel periodo pasquale, travestite da streghe con tanto di guance rosse, lentiggini e foulard che coprono i capelli; vanno in giro a bussare alla porta di ogni abitazione, armate di un bricco da caffè, alla ricerca di qualche soldo o caramella. Naturalmente anche la Pasqua svedese nasconde un lato dolce: le graziose uova in cartone decorate con disegni pasquali e all’occorrenza riempite di caramelle e dolciumi.

Mark & Marianne Earthy, ww.earthyphotography.com

Il popolo svedese è ancora molto legato alle proprie tradizioni pagane, ma non per questo incline a lasciarsi avvicinare dalle streghe che hanno popolato per secoli la sua storia; per questo motivo in alcune regioni le notti pasquali vengono illuminate da grandi falò e la quiete notturna disturbata dallo scoppio di petardi, antiche tecniche per assicurarsi di tenerle lontane! In altre zone invece, come quella di Stoccolma, la tradizione dei falò deve aspettare la notte tra il 30 aprile e il 1 maggio, chiamata la Notte di Santa Valpurga (Valborg). In questa occasione gli svedesi accendono grandi fuochi nei giardini delle loro abitazioni ed intonano canti per allontanare gli ultimi strascichi dell’inverno e dare il benvenuto alla primavera.

 

Portogallo- Páscoa

Rituali, miti e leggende popolari hanno un posto d’onore anche nella Páscoa portoghese, ma un ruolo ancora più importante è riservato alla tradizione cattolica, molto diffusa tra la maggioranza della popolazione del Portogallo, contro una piccola percentuale di ortodossi e protestanti. Tutta la Semana Santa è vissuta molto intensamente e la partecipazione ai riti religiosi è davvero sentita, a cominciare dalla celebre Procissão do Senhor “Ecce Homo” (processione del Giovedì santo), in cui le strade di Braga vengono percorse dai Farricocos, uomini scalzi e incappucciati, vestiti con lunghe tuniche munite di stemma e colore diverso per ogni contrada di appartenenza.

Questa suggestiva marcia, illuminata dal riverbero delle torce rette dai Farricocos, rappresenta un segno di penitenza. Sempre il fervente senso religioso spinge i pellegrini nella faticosa impresa della scalata in ginocchio della meravigliosa scalinata barocca del Santuário do Bom Jesus do Monte, formata da 17 rampe decorate da fontane simboliche e statue allegoriche con diverse tematiche: la Via Crucis, i cinque sensi, le Virtù, il sagrato di Mosè e, in cima, le otto figure evangeliche che furono coinvolte nella Passione di Gesù.

Ma come dice il proverbio portoghese, “Barriga cheia, cara alegre” (Pancia piena, volto allegro): non possono quindi mancare tavole imbandite, ricche di ricette e pietanze particolari, dolce intermezzo tra le fatiche e rinunce della Settimana santa. Si contano innumerevoli ricette golosissime tra cui il celebre Folar da Páscoa, un pane dolce o salato che tradizionalmente si mangia a colazione, e le Arrufadas, piccoli panini dolci accompagnati da uova di cioccolato e mandorle colorate.

 

Grecia – Paskha

La Pasqua in Grecia è la ricorrenza più sentita e si festeggia in famiglia, cuocendo sullo spiedo l’agnello e riunendo parenti da ogni parte del mondo. L’atmosfera è quella tipica delle feste greche, rallegrata da musiche e danze.

La Chiesa ortodossa rappresenta ancora oggi una componente importante nella vita dei greci, infatti tutta la Settimana santa viene celebrata con solennità e devozione, trascorrendo giorni di digiuno tra riti e tradizioni molto antiche. Il Venerdì santo è giorno di assoluto riposo, poiché è considerato un giorno di lutto. Le tradizioni variano però da città a città. Ad Atene, per esempio, i giovani si dividono in due gruppi: uno si reca in chiesa per adornare l’Epitaffio (il sepolcro di Cristo) con fiori freschi, il secondo gruppo invece va al porto, dove prepara una sagoma di Giuda con erba secca e rami e la appende a una forca posta su una barca, che viene poi spinta in mare. La sera, dopo la processione, si dirigono tutti al porto, dove il sacerdote cosparge la sagoma di benzina e le dà fuoco. Una volta che il fantoccio è bruciato completamente è il momento di scambiarsi gli auguri.

Le celebrazioni culminano il sabato, quando, pochi minuti prima della mezzanotte, il pope bussa tre volte alla porta maggiore della chiesa tre volte e annuncia che Cristo è risorto, dopodiché spalanca le porte e intona l’inno della resurrezione lanciando foglie d’alloro.  Al termine della funzione, ogni fedele prende una candela e la tradizione vuole che se una ragazza accende la propria candela da quella di un ragazzo, i due si sposeranno entro l’anno. Durante la processione di ritorno alle proprie case, i fedeli reggono le candele ancora accese e prima di entrare per consumare la cena a base di uova rosse, κοκορέτσι (kokorétsi – interiora allo spiedo) e μαγειρίτσα (mayirítsa – zuppa di interiora d’agnello lessate con cipolla e aneto, servite con riso e una salsa a base di uova e limone), è usanza disegnare con il fumo un segno della croce in corrispondenza della parte alta della porta d’ingresso e accendere lumini di fronte alle immagini sacre o dei propri cari.  La Domenica di Pasqua inizia al suono delle uova dipinte di rosso che si battono l’una contro l’altra pronunciando la frase di rito Χριστός ἀνέστη! (Khristós anésti – Cristo è risorto!) a cui bisogna rispondere Ἀληθῶς ἀνέστη! (Alithós anésti – È veramente risorto!). La tradizione delle uova rosse, dipinte da tutta la famiglia il Giovedì santo, affonda le sue radici in una leggenda. Si narra che Maria Maddalena, recatasi al sepolcro e trovatolo vuoto, sia corsa dai discepoli per annunciare la notizia, ma che Pietro incredulo le abbia risposto “Ti crederò solo se le uova del tuo paniere diventeranno rosse” e fu così che le uova si tinsero di un rosso intenso.

Questo colore ha assunto nel corso degli anni molteplici significati: per molti è il simbolo del sangue di Cristo, per altri della gioia della Resurrezione e per altri ancora rappresenta una sorta di protezione dal male.
Anche in Grecia ci si sbizzarrisce nella ricerca delle decorazioni più originali, che vanno da semplici disegni realizzati in cera, all’applicazione di ali di carta, code e becchi di pane, con cui si creano graziosi uccellini da appendere al soffitto. L’uovo più importante di tutti però è quello chiamato “uovo della Madonna”, ossia il primo uovo che viene colorato in ogni casa. Questo viene riposto in un angolo dell’abitazione, chiamato iconostasi, ai piedi di un’immagine sacra o su un altare dedicato alla preghiera. La funzione religiosa legata alle uova pasquali si estende anche al mondo contadino: a volte infatti, i gusci delle uova vengono messi vicino alle radici degli alberi perché producano frutta in quantità, in altri casi invece, le uova vengono sepolte nella vigna per proteggerla da malattie e intemperie.
Uno dei momenti più importanti della Domenica di Pasqua resta però il ricchissimo banchetto a base di agnello allo spiedo, la cui cottura impegna gli uomini di ogni famiglia fin dalle prime ore del mattino. La preparazione dell’agnello pasquale è una funzione sacra e una tradizione molto antica, rappresenta un’occasione di festa e qualsiasi passante può avvicinarsi per prenderne un assaggio accompagnato da un bicchiere di vino e per scambiarsi gli auguri: χρόνια πολλά (khrónia pollá).

Allora cosa aspettate? Festeggiate anche voi una Pasqua internazionale con Assimil!
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Христос воскресе!
Glad Påsk!
Feliz Páscoa!
Kαλό Πάσχα!

 

VIDEO
RECENSIONI

l.castrogiovanni@campus.unimib.it

Ho ormai finito da qualche giorno il metodo di greco moderno che proponete in catalogo. Ho seguito il corso nella sua interezza, compreso di supporto audio che ho potuto facilmente trasferire sul mio cellulare in modo tale da avere sempre a portata di mano le lezioni. Devo dire di avere ottenuto notevoli risultati in poco tempo: tutti i miei amici greci sono rimasti stupiti, mentre quelli che non mi conoscevano mi hanno scambiato addirittura per un greco inizialmente. Per questo vi ringrazio di cuore del lavoro svolto su questo manuale, che consiglio vivamente a tutti i miei amici!

Fabio Enrico

Sono arrivato a Parigi, senza conoscere una sola parola di Francese. Assimil Book è il miglior libro attualmente sul mercato, mi ha permesso davvero di raggiungere un livello B2, semplicemente dedicando dieci minuti al giorno. E ora inizieró quello di Tedesco!

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