Francese e riforma ortografica

Imparare la lingua diventa plus facile?

In un mondo che si muove sempre più velocemente, anche la lingua cambia e si evolve per adattarsi alla società in cui viviamo.

Se questo vale per l’introduzione di continui neologismi (di cui ormai anche la nostra lingua è piena), ci sono casi in cui sono le regole ortografiche a essere rivoluzionate, in tutto o in parte, con l’obiettivo di semplificare la scrittura o ridurre al minimo le incoerenze linguistiche. Da alcuni anni, il francese ha intrapreso proprio quest’ultima strada, introducendo delle piccole (ma pervasive) rivoluzioni nella grafia di alcune parole.

Una riforma di questo tipo impatta sulla vita di tutti i giorni più di quanto si possa immaginare: pensiamo per esempio alle variazioni dei testi scolastici o ai correttori automatici degli smartphone (la maggior parte dei quali, tuttavia, propone entrambe le versioni delle parole modificate, almeno finora). In un mondo che privilegia sempre più la comunicazione scritta, la portata di una simile variazione ortografica non è assolutamente da sottostimare.

Questa riforma, gioia degli studenti e dannazione dei grammar nazi d’Oltralpe, è nata in realtà nel 1990, anno in cui l’Académie Française aveva pubblicato le Rectifications orthographiques, una serie di proposte per semplificare alcuni punti (spesso già modificati nell’uso corrente).

I francesi sono da sempre grandi sostenitori del loro idioma, simbolo della loro identità nazionale, e stravolgimenti di questo tipo non vengono comprensibilmente visti di buon occhio. Per questo, l’entrata in vigore “ufficiale” delle nuove regole ha creato ben più di qualche querelle.

L’Académie Française, però, precisava già nel 1990: il francese, con la Réforme de l’orthographe, non viene stravolto né snaturato. Le modifiche sono infatti state pensate con l’unico obiettivo di semplificare la grafia, riducendo alcune anomalie ortografiche presenti nella lingua francese. La grafia tradizionale, inoltre, è sempre e comunque accettata e non può essere considerata errata. Negli ultimi anni i testi scolastici si stanno man mano uniformando con l’adozione delle nuove norme.

Se gli studenti di tutti i paesi francofoni (e anche chi si approccia a questa lingua per la prima volta) fanno i salti di gioia, queste rassicurazioni non sono però servite a fermare le proteste di molti puristi, nostalgici e conservatori del francese. L’hashtag #JeSuisCirconflexe impazzava su Twitter, in segno di lutto per la morte dell’accento più francese di tutti, e diversi studiosi hanno valutato i pro e i contro della riforma, che comprende variazioni ortografiche a un totale di circa 2.400 parole d’uso comune.

Ma quali sono esattamente le variazioni introdotte con la riforma dell’ortografia francese? Vediamone insieme alcune:

1. L’accento circonflesso

L’uso dell’accento a cappello, uno dei tratti più particolari della lingua francese, è stato pesantemente sfrondato: non viene più usato sulle vocali i e u (per esempio, maîtresse e goûter diventano maitresse e gouter), ad eccezione di:

  • verbi coniugati al passato remoto (nous suivîmes) e al congiuntivo imperfetto (qu’il voulût);
  • casi di omografia, ossia per distinguere due parole dal significato diverso che altrimenti si scriverebbero allo stesso modo (ad esempio, per distinguere mûr – maturo – da mur – muro).

Resta tutto invariato, naturalmente, per quanto riguarda le vocali a, e, o: in questi casi gli accenti circonflessi hanno anche ragioni fonetiche, oltre che etimologiche.

2. Trait d’union e plurale dei nomi composti

Molte parole composte vengono semplificate, perdendo un altro dei segni grafici distintivi della lingua francese: il trait d’union. Ad esempio, mille-pattes (millepiedi) perde il trattino diventando millepattes, e porte-monnaie (portamonete) diventa portemonnaie.

Nuove regole anche sulla formazione del plurale dei nomi composti.

3. Grafia di specifiche parole

La grafia di alcune parole viene rivista, togliendo alcune vocali mute (ad esempio, oignon – cipolla – diventa ognon) o adeguando la scrittura alla pronuncia della parola per risolvere alcune anomalie ortografiche (ad esempio, s’asseoir – sedersi – diventa s’assoir).

4. Variazioni nell’accento

Ci sono novità anche sull’utilizzo degli altri accenti, con il passaggio da acuto a grave, in alcune parole la cui reale pronuncia non giustificava la grafia della e: per esempio évènement sostituisce événement (la seconda e è pronunciata aperta nonostante l’accento acuto).

Si tratta quindi di cambiamenti piuttosto sostanziali, ma per gli studenti che vogliono imparare il francese rappresentano davvero una bonne nouvelle?

Sui reali effetti della Réforme de l’orthographe sulla facilità di apprendimento della lingua francese si sono espressi anche studiosi ed esperti, tra cui Jean Romain, professore di Filosofia a Ginevra:

“Si pensa che semplificando l’ortografia si renda la scrittura più semplice per alcuni studenti in difficoltà, ma è un controsenso. È come dire che se non si è in grado di correre i 100 metri, si metterà l’arrivo ai 50 metri: si eliminano gli ostacoli invece di insegnare alle persone a superarli. La cosa migliore da fare non è semplificare l’ortografia, bensì dare agli studenti i mezzi giusti per farla propria.”

La grammatica e l’ortografia francese, anche dopo la semplificazione, non sono sicuramente tra le più facili da padroneggiare. Tuttavia, seguendo il consiglio di Romain, basterà avere sottomano il metodo e gli strumenti giusti e imparare questa lingua dal suono romantico e affascinante sarà più naturale di una passeggiata in riva alla Senna.

Pas mal!

 

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RECENSIONI

Giulia Zangerle

Ritengo che sia il miglior corso di lingue per autodidatti sul mercato. Il mio livello C1, raggiunto con l’inglese e il francese, senza dubbio alcuno deve molto ai corsi base e di perfezionamento! Grazie mille, per il servizio e la sempre cortese professionalità offerta

l.castrogiovanni@campus.unimib.it

Ho ormai finito da qualche giorno il metodo di greco moderno che proponete in catalogo. Ho seguito il corso nella sua interezza, compreso di supporto audio che ho potuto facilmente trasferire sul mio cellulare in modo tale da avere sempre a portata di mano le lezioni. Devo dire di avere ottenuto notevoli risultati in poco tempo: tutti i miei amici greci sono rimasti stupiti, mentre quelli che non mi conoscevano mi hanno scambiato addirittura per un greco inizialmente. Per questo vi ringrazio di cuore del lavoro svolto su questo manuale, che consiglio vivamente a tutti i miei amici!

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