Tschüs oder auf Wiedersehen?

Sapete qual è l’origine di tschüs? E quando si usa al posto di auf Wiedersehen?

Es ist noch nicht spät

Herr Schwab: Guten Morgen, Frau Spielberg, wie geht es Ihnen?
Frau Spielberg: Sehr gut, danke. Und Ihnen, Herr Schwab?

 

Andere Länder, andere Sitten (lett. “altri paesi, altri costumi”), o come si dice da noi Paese che vai, usanze che trovi.

Nei paesi di lingua tedesca, quando si risponde al telefono, si usa dire il proprio cognome e talvolta anche il proprio nome prima ancora di sapere chi sta chiamando. È un’abitudine che apprezzerete se impararete il tedesco perché, da una parte, non avrete bisogno di domandare con chi state parlando e, dall’altra, non rischierete di iniziare a raccontare cose alla persona sbagliata. Per salutarvi non dite auf Wiedersehen, arrivederci, ma piuttosto auf Wiederhören, a risentirci; più logico di così…

Ma a proposito di saluti, quando usare tschüs e quando auf Wiedersehen?

La forma di saluto tschüs, arrivederci, ciao, è diventata popolare in Germania agli inizi degli anni ’90 come ci dimostra il titolo di un articolo apparso allora su un importante quotidiano tedesco: Die Deutschen nehmen Abschied vom „auf Wiedersehen“! (I tedeschi dicono addio all’arrivederci!).

Per molto tempo tschüs è stata solo un’espressione colloquiale di commiato, oggi invece sostituisce auf Wiedersehen, arrivederci, non solo a casa, ma anche dal parrucchiere e persino in banca. L’origine di tschüs o tschüss (l’ortografia dipende dalla lunghezza della ü che varia da regione a regione e da persona a persona) è spagnola o francese: tschüs deriva infatti da “adiós” oppure da “adieu”! L’avreste indovinato? L’evoluzione è semplice: dite velocemente adiós, adiós e sostituite poi di con dj; adiós è diventato adjüs, come si pronunciava in “basso tedesco”.

Agli inizi del XX secolo, adjüs è diventato atschüs e da qui tschüs, la sua abbreviazione.

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RECENSIONI

l.castrogiovanni@campus.unimib.it

Ho ormai finito da qualche giorno il metodo di greco moderno che proponete in catalogo. Ho seguito il corso nella sua interezza, compreso di supporto audio che ho potuto facilmente trasferire sul mio cellulare in modo tale da avere sempre a portata di mano le lezioni. Devo dire di avere ottenuto notevoli risultati in poco tempo: tutti i miei amici greci sono rimasti stupiti, mentre quelli che non mi conoscevano mi hanno scambiato addirittura per un greco inizialmente. Per questo vi ringrazio di cuore del lavoro svolto su questo manuale, che consiglio vivamente a tutti i miei amici!

Fabio Enrico

Sono arrivato a Parigi, senza conoscere una sola parola di Francese. Assimil Book è il miglior libro attualmente sul mercato, mi ha permesso davvero di raggiungere un livello B2, semplicemente dedicando dieci minuti al giorno. E ora inizieró quello di Tedesco!

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