Imparare una nuova lingua è come tornare bambini

Anche secondo il prof “Assimilista” Raffaele Esposito l’autoapprendimento delle lingue è più facile con Assimil

Come ormai sapete, ogni tanto ci piace dare la parola agli Assimilisti. Sono persone che ci seguono da tempo e che, anche grazie ai nostri corsi, hanno raggiunto ottimi livelli di conoscenza di una o più lingue. Tanti di loro non mancano di darci feedback sui nostri corsi e di raccontarci qualcosa della loro esperienza. E allora ecco a voi la nostra chiacchierata con un Assimilista che di lingue davvero se ne intende, è Raffaele Esposito, docente dell’Università di Napoli “L’Orientale”, il principale ateneo statale italiano specializzato nello studio e nella ricerca delle lingue europee, asiatiche, africane e americane.

Ciao Raffaele, ci racconti qualcosa del tuo lavoro?

Insegno lingua e letteratura ebraica moderna all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Dunque ho a che fare ogni giorno con le lingue e con il loro apprendimento, sia come ricercatore e insegnante che come studente appassionato di lingue.
È difficile dire come mi sono avvicinato a questo mondo, dal momento che sono cresciuto in un contesto comunissimo, non intellettuale o multiculturale. Forse mi sono reso conto da subito che la conoscenza delle lingue, come la letteratura, poteva aprire finestre su mondi diversi a cui non avevo accesso e far comprendere meglio l’umanità. In fondo, una persona di cui conosci la lingua non è mai completamente straniera.
E così, escludendo le mie lingue materne (il napoletano e l’italiano), ne ho studiate diverse già prima di scoprire Assimil: l’inglese e l’ebraico, che uso quotidianamente, poi il francese e il tedesco e infine l’arabo e alcune lingue antiche, di cui ho qualche ricordo dai corsi all’università.

Quali lingue hai studiato con Assimil?

La prima lingua che ho studiato con un corso Assimil è stata l’ungherese, con il manuale su base francese. All’epoca ero uno studente di linguistica e la scelta fu motivata dalla curiosità e da una sorta di esperimento teorico: studiare nel tempo libero una lingua completamene diversa. Fin da subito rimasi stupito da due cose: la leggerezza con cui il corso si lasciava seguire e la capacità, acquisita in breve tempo, di affrontare piccole conversazioni o comprendere testi. E anche i parlanti con cui interagivo rimanevano stupiti quando scoprivano che stavo studiando da tre o quattro mesi. Dopo tanti anni che non la uso, questa lingua è inevitabilmente arrugginita; ma ancora mi stupisco quando la sento e misteriosamente comincia a riemergere quello che avevo imparato.
In seguito ho studiato lo yiddish, una lingua germanica che un tempo era parlata dagli ebrei nell’Europa dell’est, dunque legata al mio campo di ricerca. Può essere incoraggiante sapere che oggi uso regolarmente per lavoro una lingua appresa in maniera autonoma.
Adesso sto dedicando mezz’ora al giorno alla lingua russa, con il mio primo corso Assimil su base italiana. Dopo alcuni tentativi e rinunce nel corso degli anni, con altri manuali abbandonati, ho fatto finalmente la scelta giusta: studio con piacere la mia lezione quotidiana e vedo risultati, divertendomi e imparando. Prevedo di completarlo quest’estate e già non vedo l’ora di passare al perfezionamento. Infine, in attesa di rispolverarli, ho messo da parte i corsi Assimil di svedese e polacco.

Cosa pensi dei corsi Assimil?

Per il mio lavoro ho familiarità con svariati tipi di corsi, manuali e metodi. Ma ogni volta che qualcuno mi chiede consigli per studiare l’inglese autonomamente, lo indirizzo immancabilmente verso il corso Assimil (della collana “Senza sforzo” o “Perfezionamenti”, a seconda del livello).

Perché?

Partiamo da un principio fondamentale: le lingue non si insegnano propinando liste di parole da imparare o tabelle di regole. Le parole e le strutture entrano in testa, e ci rimangono, attraverso l’uso reale della lingua. Un corso può riprodurre quest’uso reale della lingua proponendo “situazioni tipo” con frasi naturali, da ascoltare/leggere/ripetere (fase passiva) e da produrre (fase attiva). Solo in un secondo momento, dopo l’apprendimento pratico, si può fare man mano il punto della situazione con la grammatica. Questo è esattamente ciò che fanno i corsi Assimil. Inoltre il modo in cui i corsi sono strutturati, con lezioni quotidiane, rende molto facile studiare con metodo e regolarità. Così, nel giro di alcuni mesi, gradualmente, senza accorgersene, lo studente assorbirà una lingua e sarà in grado di usarla. Quei mesi sono anche un lento e piacevole viaggio alla scoperta del popolo che parla la lingua studiata. Dai luoghi alla storia, dalla cucina alla letteratura fino ai modi di pensare e di scherzare, una nuova cultura viene continuamente presentata nei dialoghi e nelle note.

Da linguista, quali sono i tuoi consigli per studiare una lingua autonomamente?

Il mio primo consiglio è la regolarità. Il corso in sé è uno strumento, e ogni strumento, anche il migliore, deve essere usato bene per poter funzionare bene. Per far funzionare bene un corso di lingua è fondamentale la pratica quotidiana: la lezione deve diventare un breve e piacevole appuntamento giornaliero. Inoltre non bisogna sottovalutare l’audio. Un equivoco diffuso vuole che l’audio serva solo per la pronuncia, ma in realtà è la parte centrale dell’apprendimento di una lingua straniera. Solo ascoltando e ripetendo la lingua reale avviene una specie di magia: quella successione di suoni arbitrari e strutture estranee diventa per noi naturale, e così riusciamo a comprenderla e a usarla attivamente.
E per concludere: non bisogna pensare di non essere in grado. Da linguista che ha che fare ogni giorno con diverse lingue, so di essere un caso particolare. Ma questo non significa che i corsi non siano per tutti! Perché quando impariamo una nuova lingua, siamo tutti uguali e partiamo tutti da zero. Ritorniamo bambini che imparano a parlare. È anche questo il bello di imparare una lingua.

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RECENSIONI

l.castrogiovanni@campus.unimib.it

Ho ormai finito da qualche giorno il metodo di greco moderno che proponete in catalogo. Ho seguito il corso nella sua interezza, compreso di supporto audio che ho potuto facilmente trasferire sul mio cellulare in modo tale da avere sempre a portata di mano le lezioni. Devo dire di avere ottenuto notevoli risultati in poco tempo: tutti i miei amici greci sono rimasti stupiti, mentre quelli che non mi conoscevano mi hanno scambiato addirittura per un greco inizialmente. Per questo vi ringrazio di cuore del lavoro svolto su questo manuale, che consiglio vivamente a tutti i miei amici!

Fabio Enrico

Sono arrivato a Parigi, senza conoscere una sola parola di Francese. Assimil Book è il miglior libro attualmente sul mercato, mi ha permesso davvero di raggiungere un livello B2, semplicemente dedicando dieci minuti al giorno. E ora inizieró quello di Tedesco!

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